Antiquaria Padova 2020 apre il calendario fieristico del Veneto

Dopo il lockdown che in marzo ne ha impedito lo svolgimento, dal 12 al 20 settembre 2020 Antiquaria Padova la prima manifestazione a inaugurare nel Veneto la ripresa delle attività fieristiche del post pandemia. La 36^ edizione organizzata dalla società padovana Nord Est Fair, con 80 espositori di tutta Italia, ma anche dall’estero (tra le prime adesioni anche quella di un antiquario che arriva dalla Svezia) occuperà il padiglione 1 della Fiera di Padova.

Antiquaria Padova 2020 sarà un selezionato concentrato di arte di altissimo livello, che attraverso differenti stili rappresentano come il gusto per il bello è stato declinato nelle varie epoche, dal Rinascimento fino al Novecento: mobili, porcellane, dipinti, statue in legno e marmo, oggettistica, tessuti, stampe, cornici, cristalli, pregiati argenti, arazzi, tappeti persiani di alta manifattura, stoviglie, gioielli. Pezzi dal 1450 al Novecento.

Tra le primissime segnalazioni degli espositori c’è la mostra Antichi riflessi, selezione di dipinti su vetro raffiguranti immagini sacre e vetri incisi realizzati a Venezia nel XVIII secolo, raccolti nell’arco di molti anni di appassionate ricerche da un privato collezionista che ha custodito gelosamente queste preziose opere.

Oltre ai capolavori materiali, come consuetudine all’interno fiera sarà presente l’area servizi per l’arte antica che propone analisi, restauro e consulenza per le opere d’arte: con certificazioni di autenticità ed indirizzi diagnostici, restauro dipinti su tela e tavola, scultura lignea, affreschi e dipinti murali, su tappeti e arte tessile, consulenze a richiesta di espositori e visitatori.

Tra gli espositori che hanno scelto di esserci, dal 12 al 20 settembre ad Antiquaria Padova 2020 si contano alcuni degli antiquari più prestigiosi d’Italia, tra i quali: Tornabuoni Arte antica (Firenze), Studiolo Fine Art (Milano), Cecchetto e Prior (Treviso), Phidias (Reggio Emilia), Barbara Cesaro (Padova), E.L.A. Antichità (Bergamo), Lombardo&Partners (Torino).

Padova Antiquaria si terrà al padiglione 1 della Fiera di Padova con accesso da via Tommaseo. Orari sabato e domenica 10-20, feriali 15-20. Ingresso 8 euro, ridotto 4 euro (over 65, gruppi di 10 persone, forze dell’ordine, studenti, diversamente abili, ragazzi dai 13 ai 17 anni), gratis sotto i 12 anni.

 




Fiera posticipata causa Covid19

La storica kermesse padovana prevista per fine marzo, è stata posticipata causa emergenza sanitaria Covid19, dal 12 al 20 settembre 2020, fissata invece l’edizione 2021, dal 20 al 28 marzo.




Sabato e domenica i grandi antiquari in Fiera a Padova

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Sabato e domenica i grandi antiquari in Fiera a Padova

Festa dell’arte antica ad Antiquaria Padova, mostra – mercato leader nel Nordest

 

(Padova 30.3.2019) Ultimi due giorni per visitare, alla Fiera di Padova, gli eleganti allestimenti di 80 antiquari italiani in quella che è la principale mostra – mercato del settore presente nel Nordest. Antiquaria Padova, giunta alla 35^ edizione e organizzata da Nef srl, propone centinaia di oggetti d’arte che partono dall’XI secolo e arrivano agli anni Novanta: preziose antichità e modernariato, in una fusione di stili che attraversa i secoli raccontando la passione per l’arte e per il fatto a mano. Molto presente il Settecento veneziano, ma anche l’Ottocento, con mobili, cristalli, porcellane, gioielli, tappeti, lampadari, specchi e tantissimi quadri, acqueforti, incisioni, decollages.

Sono davvero numerose le curiosità presenti per tutti i tipi di collezionismo e per tutte le tasche: da qualche centinaia di euro a 500 mila e oltre.

Ecco allora: gong in argento vittoriano usato per convocare all’ora del tè gli ospiti di un hotel londinese, tavolata imbandita con piatti Vecchia Ginori anni Trenta e calici in cristallo toscano e oro zecchino su tovaglia in pizzo di Cantù primi ‘900 fatta a tombolo in punto Venezia, rari piatti elemosinieri della Norimberga del Quattrocento, Madonna senese su tavola lignea del Trecento, cofanetto siculo- persiano intagliato in avorio madreperla e corno del XII secolo, vasi di Emile Gallé e cristalleria francese Daum, decollage a tema Marilyn di Mimmo Rotella, quadri di Renato Guttuso e Palma il giovane, placca in rame dorato e smalti Champlevé raffigurante la lavanda dei piedi del XII secolo, scrittorio veneziano del Settecento in legno laccato e decorato a Chinoiserie in pastiglia dorata a rilievo su fondo blu con piano scorrevole e cassettini, cofanetto nuziale Ginori in porcellana istoriata a bassorilievo del 1870 presente nel 1878 alla terza Esposizione Universale di Parigi, orologio da tavolo in bronzo L’eroe a Paris, terrecotte francesi di fine ‘700, consolle sagomata in legno laccato e dorata Settecento veneziano, tavolini in noce e radica emiliani, coppia di mori veneziani, vasca da camera della Serenissima, leone veneto porta stemma di fine Cinquecento, coppia di saliere in argento (Londra 1828) del più noto orafo argentiere inglese Paul Storr; e molto altro.

Le opere d’arte sono firmate da Palma il giovane, Albrecht Durer, Tiepolo, Picasso, Gio Ponti, Mirò, Canaletto, Guttuso, Fontana, de Pisis, Vedova, Pomodoro, pittori toscani del Trecento. Presenti anche una restauratrice al lavoro e prodotti per la cura dei mobili antichi.

Tra gli espositori di tutta Italia spiccano grandi nomi come: Tornabuoni Arte antica (Firenze), Studiolo Fine Art (Milano), Galleria Gomiero (Milano), Antichità Allegrini (Treviso), Galleria d’arte Bentivegna (Montecatini Terme), Barbara Cesaro (Padova), Mirco Spallegiani (Reggio Emilia), Optima Cecchetto (Castelfranco Veneto).

foto per comunicato Brumat

 

Ufficio stampa: Roberto Brumat 347 3020664  mail@robertobrumat.it




Tiepolo e Guttuso, il Medioevo, il Settecento veneziano nei mobili, nei gioielli e nell’arte di Antiquaria Padova

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Ultimo weekend alla Fiera di Padova

Tiepolo e Guttuso, il Medioevo, il Settecento veneziano nei mobili, nei gioielli e nell’arte di Antiquaria Padova

 

(Padova 29.3.2019) “La presenza ad Antiquaria Padova di alcuni dei più qualificati antiquari italiani fa della mostra- mercato in svolgimento fino a domenica 31 marzo alla Fiera di Padova un punto di riferimento importante per chi vuole avvicinarsi all’arte: dal Medioevo ai giorni nostri, e per quanti cercano occasioni certificate di investimento culturale”. Lo sottolinea Nicola Rossi, Direttore Artistico della manifestazione giunta alla 35^ edizione, mentre Andrea Colasio assessore alla Cultura del Comune di Padova, ricorda che prossimamente la città di Padova arricchirà il suo prestigio di Urbs picta con la nascita della più grande raccolta europea di opere di design, ospitate al Castello Carrarese.

Ultimo week end per gli appassionati di antiquariato in Fiera, dove espongono più di 80 antiquari e dove per la prima volta sono presenti tutti gli antiquari padovani. Moltissime le preziosità in mostra, per valori che da poche centinaia di euro arrivano a mezzo milione ed oltre. Tra le curiosità ci si imbatte in una tavolata imbandita con piatti Vecchia Ginori anni Trenta e calici in cristallo toscano e oro zecchino su tovaglia di quattro metri in pizzo di Cantù dei primi del ‘900 fatta a tombolo in punto Venezia (Antiqua, Lugo di Romagna); in un grande dipinto di metà ‘800 firmato Giuseppe Mancinelli con Mosè abbandonato dalla madre, e in una pregiata vasca settecentesca del patriziato veneziano (Tornabuoni Arte antica, Firenze); in una collezione di quadri e stampe del ‘7-800 a tema castello del Catajo (Galleria Nuova Arcadia, Padova); in una Madonna senese di inizio Trecento o in un cofanetto siculo- persiano in avorio madreperla e corno del XII secolo (Fabbri Arte, Mantova); in una biscottiera apribile di argento vittoriano o in un gong usato in un hotel londinese per ricordare l’ora del tè (Manuela Sanzò, Sanremo e Milano); nei decollage anni ’50 di Mimmo Rotella (Galleria Accademia, Torino); in una statua di Sant’Antonio del Quattrocento senese o in un quadro dei primi ‘700 del marchigiano Filippo Ambrosi che ritrae un bambino che beve da un fiasco di vino (Andreini Marco, Pistoia). E ancora si vedono moltissimi quadri e statue, piatti elemosinieri del Quattrocento, vasi Gallé, cristalleria Daum, specchi e cornici, oreficeria, tappeti antichi, porcellane Decò e preziosità di ogni tipo provenienti non solo dall’Europa, ma anche da Medio Oriente, Asia e Africa.

Tra gli espositori di tutta Italia spiccano grandi nomi come: Tornabuoni Arte antica (Firenze), Studiolo Fine Art (Milano), Galleria Gomiero (Milano), Antichità Allegrini (Treviso), Galleria d’arte Bentivegna (Montecatini Terme), Barbara Cesaro (Padova), Mirco Spallegiani (Reggio Emilia), Optima Cecchetto (Castelfranco Veneto). Le opere d’arte sono firmate da Palma il giovane, Albrecht Durer, Tiepolo, Picasso, Gio Ponti, Mirò, Canaletto, Guttuso, Fontana, de Pisis, Vedova, Pomodoro, pittori toscani del Trecento. E inoltre presenze tecniche: dalla restauratrice al lavoro ai prodotti per la salvaguardia dei mobili antichi.

Ingressi e biglietti

Antiquaria Padova si tiene al padiglione 1 della Fiera di Padova con accesso da via Tommaseo. Orari sabato e domenica 10-20, feriali 15-20. Ingresso 8 euro, ridotto 4 euro (over 65, gruppi di 10 persone, forze dell’ordine, studenti, diversamente abili, ragazzi dai 13 ai 17 anni), gratis sotto i 12 anni. I clienti di oltre 100 negozi padovani partner di Padova Antiquaria riceveranno biglietti omaggio

pizzi per comunicato stampa brumat

 

Ufficio stampa: Roberto Brumat 347 3020664  mail@robertobrumat.it




Finti libri del ‘700 che nascondono giochi da tavola e un gong in argento vittoriano per l’ora del tè….ad Antiquaria Padova

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La mostra – mercato prosegue fino al 31 marzo in Fiera a Padova

Padovani i finti libri del ‘700 che nascondono tre giochi da tavola

(Padova 27.3.2019) C’è il gong in argento vittoriano con cui in un hotel londinese venivano chiamati gli ospiti nell’ora del tè; ci sono le collane in corallo sardo di inizio Ottocento o la collana in zaffiri dei primi del Novecento; il cofanetto porta gioielli siculo- persiano in avorio madreperla e corno del XII secolo; un piccolo Cristo in avorio romanico dell’XI secolo spagnolo; uno scrittorio San Filippo di fine Cinquecento lombardo raro per la presenza di sculture su tre lati; la Marilyn di Mimmo Rotella riprodotta negli anni ’70- ‘80 e ‘90; i tappeti persiani dell’Ottocento, arazzi francesi e fiamminghi e moltissimi dipinti….

(Padova 28.3.2019) Una vasca da bagno ovale con le zampe di leone appartenuta a una nobile famiglia del Settecento veneziano, portata da Tornabuoni Arte Antica di Firenze; una grande aquila lignea che nel Seicento fungeva da leggio in una dimora delle Fiandre; due libroni che in realtà nascondono all’interno una scacchiera, un Backgammon e una tria e provengono dalla Venezia del Settecento (Galleria Arcadia, Padova); una tavola veneziana dipinta da Girolamo Dente (nato nel 1510 a Ceneda, l’odierna Vittorio Veneto), ragazzo di bottega di Tiziano Vecellio tanto amato dal maestro che lo volle come testimone alle sue nozze (Opo srl, Salò-Bs).

…Sono alcune delle curiosità che si possono ammirare fino a domenica 31 marzo alla Fiera di Padova alla 35^ edizione di Antiquaria Padova, la più importante rassegna di arte antica presente nel Nordest e una delle più affermate d’Italia.

Tra le proposte di 80 antiquari da tutta Italia, ci sono espressioni artistiche che spaziano dal Medioevo agli anni ’90: dal crocefisso spagnolo in avorio del Mille (30.000 euro) portato da Fabbri Arte di Mantova alla Marilyn di Mimmo Rotella, una delle sue più richieste icone del valore che arriva ai 30.000 euro (Galleria Accademia di Torino); e ancora un antico Cristo da viaggio con le cerniere alle clavicole per farlo diventare tascabile (Federico Andrisani, Padova), collane in corallo sardo dei primi Ottocento (Stella D’Orlando, Napoli), collezione di mostardiere in argento vittoriano (Manuela Sanzò, Sanremo e Milano) e molto altro…

gong argento vittoriano   coppa in conro

cristo pieghevole   libro pieghevole

 

Ufficio stampa: Roberto Brumat 347 3020664  mail@robertobrumat.it

 




Dalle opere dei Ciardi a Rosalba Carriera, da Tiepolo a Canaletto: I pittori veneziani a Padova Antiquaria

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Dalle opere dei Ciardi a Rosalba Carriera, da Tiepolo a Canaletto

I pittori veneziani ad Antiquaria Padova

(Padova 27.3.2019) Quando l’arte coinvolge il padre e i due figli, prolifici autori di circa 5.000 quadri, nasce il fenomeno Ciardi, la famiglia di pittori veneziani attivi tra l’Otto e il Novecento. A loro sono dedicate la grande mostra di Palazzo Sarcinelli a Conegliano e, a Padova, quella in Galleria Arte Cesaro. Presenti in gran numero alla 35^ mostra- mercato Antiquaria Padova, i quadri dei Ciardi sono l’esempio della sinergia tra galleristi e antiquari. Il percorso artistico del capostipite Guglielmo e dei figli Beppe ed Emma, famosi nel Novecento in tutta Europa, è stato illustrato ad Antiquaria Padova da Franca Lugato e Stefano Zampieri, curatori della mostra di Conegliano che prosegue fino a giugno.

Sono stati ricordati i piccoli paesaggi che Guglielmo teneva sempre con sé come una sorta di museo personale, il suo viaggio in Italia e quello in Europa per accompagnare a Londra Emma invitata a tenere la sua prima personale, il debutto di Beppe Ciardi alla Biennale di Venezia nel 1899.

Ad Antiquaria Padova, mostra- mercato che prosegue fino a domenica 31 marzo alla Fiera di Padova, sono presenti molti altri artisti veneziani (tra cui stampe di Tiepolo e Canaletto) portati da cinque antiquari di Venezia, ma non solo da loro. In mostra 80 antiquari di 13 regioni, presenti con mobili, sculture, tappeti persiani dell’Ottocento, porcellane, statue, argenterie vittoriane e Decò, tessuti e stampe, cornici, specchiere; e ancora cristalli, arazzi francesi e fiamminghi, gioielli, vasi di Emile Gallé e della cristalleria Daum di Nancy. Tra gli artisti lagunari c’è anche una donna: Rosalba Carriera, nata a Venezia nel 1675 e morta nel 1757, presente a Padova con l’Allegoria femminile della pace (Viezzi Arte- Udine) e con Gesù e Maria oltre che con una serie di pastelli veneziani della scuola di Rosalba Carriera (Arcadia, Padova). Rosalba Carriera fu la prima artista a usare l’avorio nelle miniature. I suoi lavori si trovano anche agli Uffizi e alla collezione reale di Windsor.

 

Antiquaria Padova si tiene al padiglione 1 della Fiera di Padova con accesso da via Tommaseo. Orari sabato e domenica 10-20, feriali 15-20. Ingresso 8 euro, ridotto 4 euro (over 65, gruppi di 10 persone, forze dell’ordine, studenti, diversamente abili, ragazzi dai 13 ai 17 anni), gratis sotto i 12 anni. Negli oltre 100 negozi padovani partner di Padova Antiquaria i clienti ricevono biglietti omaggio.

foto per comunicato stampa mercoledì 27 marzo

 

Ufficio stampa: Roberto Brumat 347 3020664  mail@robertobrumat.it




Ad Antiquaria Padova un’opera della misteriosa pittrice di Rovigo

 

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Ad Antiquaria Padova un’opera della misteriosa pittrice di Rovigo che, come Margaret Keane, firmava col nome del marito

 

(Padova 26.3.2019) Alla 35^ edizione di Antiquaria Padova riemerge un giallo artistico che anticipò di 300 anni quello di Margaret Keane, la pittrice americana celebre per le figure dagli occhi grandi.

Come l’artista di Nashville, anche Elisabetta Marchioni (o Marchiori) vissuta a Rovigo tra il Seicento e il Settecento, produceva moltissimi quadri firmandoli col cognome del marito, dettaglio che ha impedito di ricostruire la sua storia anagrafica. Di lei sono rimaste pochissime informazioni, ma molti quadri presenti nel mercato internazionale: uno dei quali è in bella vista fino a domenica 31 marzo alla Fiera di Padova nello stand dell’antiquario Antichità Allegrini di Treviso.

La composizione floreale barocca ci parla di questa pittrice che operava in piena Serenissima Repubblica e amava dipingere nature morte di fiori o frutta. Secondo alcuni l’artista rodigina era moglie dell’orafo Sante Marchioni che aveva bottega nel centro cittadino; per altri invece era una monaca. Il cognome Marchioni oggi è diffuso soprattutto in Toscana e Lazio, mentre Marchiori è molto frequente nel Veneto sud- occidentale. In ogni caso al suo tempo, come scrisse nella seconda metà del Settecento il commediografo bolognese Francesco Bartoli (trasferitosi a Rovigo con i figli per aprire una libreria dopo che la moglie l’aveva lasciato per seguire la compagnia di Carlo Goldoni come primadonna), non c’era famiglia benestante rodigina che non avesse in casa da quattro a otto dei suoi quadri.

Il suo marchio di fabbrica artistico erano quindi i vasi traboccanti di fiori in stile rococò, dai colori cupi e densi. Rovigo conserva un suo paliotto nella Pinacoteca dell’Accademia dei Concordi, dopo che per anni era stato nella chiesa dei Cappuccini di Rovigo, come dono dell’artista ai frati.

 

Antiquaria Padova organizzata da Nicola Rossi di Nef srl, prosegue nei giorni feriali dalle ore 15.00 alle 20.00, mentre sabato 30 e domenica 31 dalle 10.00 alle 20.00.

In mostra 80 antiquari di 13 regioni, presenti con mobili, sculture, tappeti persiani dell’Ottocento, porcellane, statue, argenterie vittoriane e Decò, tessuti e stampe, cornici, specchiere; e ancora cristalli, arazzi francesi e fiamminghi, gioielli, vasi di Emile Gallé e della cristalleria Daum di Nancy.

Manufatti medievali, molto Sette e Ottocento e tanti quadri, acqueforti, litografie di artisti come Albrecht Durer, Tiepolo, Picasso, Gio Ponti, Mirò, Canaletto, Guttuso, Fontana, de Pisis, Vedova, Giò Pomodoro, con incursioni fino agli anni Settanta. I valori in gioco vanno da poche centinaia di euro a mezzo milione.

foto per opera misteriosa pittrice rovigo ridotta

 

Ufficio stampa: Roberto Brumat 347 3020664  mail@robertobrumat.it




Una coppa in corno dei Templari racconta l’eresia dei Luciferiani

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Antiquaria Padova prosegue in settimana alla Fiera di Padova.

L’arte parte dal Medioevo: Una coppa in corno dei Templari racconta l’eresia dei Luciferiani 

 

(Padova 25.3.2019) C’è anche la storia religiosa e militare dell’Italia medievale nella 35^ edizione di Antiquaria Padova che prosegue in Fiera a Padova nei giorni feriali dalle ore 15 alle 20 fino al 31 marzo.

La racconta, tra le tantissime testimonianze portate da 80 antiquari di 13 regioni italiane più San Marino, una coppa templare realizzata nel centro – sud Italia tra il XII e il XIII secolo, usando il corno di un bue con la punta curvata a fuoco fino ad ottenerne un manico.

Presentata da Fabbri Arte di Mantova, la coppa porta inciso su tre livelli un ciclo di culti tipici degli eretici Catari Luciferiani. Ancora testimonianze medievali nel cofanetto siculo- persiano in avorio- madreperla e corno, impiegato tra il 1100 e il 1200 secolo come porta gioielli; nella piastra bizantina in oro smaltato che rappresentava San Giorgio come castone nella copertina di un evangeliario o in un polittico; nelle placche d’oro a sbalzo traforato riproducenti figure di animali e piante realizzate nelle regioni del Medio Adriatico; nella statua spagnola di Cristo in avorio romanico del Mille (proposta a 30.000 euro); nella placca in rame dorato e smalti Champlevé raffigurante la lavanda dei piedi (forse fianco di cofanetto reliquiario di Limoges del XII o XIII secolo); o nel raro cofanetto a rosette in osso scolpito e inciso a motivo di baccanale, di manifattura italiana trecentesca.

Molta attenzione è poi rivolta al Settecento e Ottocento, con un particolare focus sull’area della Serenissima Repubblica, grazie alla presenza di 36 antiquari veneti e uno udinese.

Gli espositori provengono da tutta Italia (tre presenze dalla Sicilia) e tra loro ci sono nomi molto apprezzati a livello nazionale, come: Tornabuoni Arte antica (Firenze), Studiolo Fine Art (Milano), Galleria Gomiero (Milano), Antichità Allegrini (Treviso), Galleria d’arte Bentivegna (Montecatini Terme), Barbara Cesaro (Padova), Mirco Spallegiani (Reggio Emilia), Optima Cecchetto (Castelfranco Veneto).

La mostra spazia dai mobili, alle sculture, dai tappeti persiani dell’Ottocento alle porcellane, statue dalle argenterie vittoriane a quelle Decò, dai tessuti a stampe, cornici, specchiere; e ancora cristalli, arazzi francesi e fiamminghi, gioielli, vasi di Emile Gallé e della cristalleria Daum di Nancy. Molto folta la rassegna di quadri, acqueforti, litografie di artisti come Albrecht Durer, Tiepolo, Picasso, Gio Ponti, Mirò, Canaletto, Guttuso, Fontana, de Pisis, Vedova, Giò Pomodoro, con incursioni negli anni a noi più prossimi.

foto per coppa in corno dei Templari ridotta

Oggi conferenza sui Ciardi, famiglia di artisti veneziani tra ‘8 e ‘900

I Ciardi, una famiglia di artisti tra Ottocento e Novecento. E’ il titolo della conferenza che lunedì 25 marzo alle ore 18 si terrà al padiglione 1 della Fiera di Padova nell’ambito della 35^ edizione di Antiquaria Padova. Del pittore veneziano Guglielmo (classe 1842) e dei figli Giuseppe (nato nel 1875) ed Emma (nata nel 1879) come lui artisti di fama tra l’Otto e il Novecento, parleranno l’antiquaria padovana Barbara Cesaro, in conversazione con Franca Lugato e Stefano Zampieri curatori della mostra I Ciardi – paesaggi e giardini in corso fino al 23 giugno a Palazzo Sarcinelli di Conegliano (TV).

conferenza sui Ciardi Barbara Cesaro ridotta

 

Ufficio stampa: Roberto Brumat 347 3020664  mail@robertobrumat.it




Dalla Norimberga del Quattrocento a Padova: i piatti elemosinieri

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Antiquaria Padova prosegue nei pomeriggi feriali alla Fiera di Padova

Dalla Norimberga del ‘400 a Padova: i piatti elemosinieri

(Padova 24.3.2019) Nelle chiese della Germania di inizio Quattrocento (almeno 60 anni prima della nascita di Martin Lutero) durante le messe si usava raccogliere le questue in piatti, bacili e catini d’ottone, detti per questo elemosinieri. Non ci volle molto e le manifatture di Norimberga iniziarono a costruirne di sempre più pregiati, soprattutto dopo che da metà del XV secolo in tutta Europa si diffuse tra i privati la moda di appenderne in casa o di tenerli sopra le cassepanche: lo dimostra in almeno due quadri del 1475 e 1485 il Ghirlandaio raffigurandoli in ambienti domestici.

A questo oggetto, che venne prodotto nella città tedesca fino a tutto il Cinquecento, lo studioso di arti decorative e antiquario padovano Federico Andrisani dedica la parte centrale della sua esposizione di antichità presente dal 23 al 31 marzo in Fiera a Padova nella 35^ edizione di Antiquaria Padova, una delle principali fiere d’antiquariato italiane.

Andrisani, autore di “Brass Alms Dishes“, un volume di 307 pagine in italiano e inglese, frutto di vent’anni di studi e unico nel genere in Italia, spiega che la più grande collezione italiana di piatti elemosinieri di trova al Castello Sforzesco di Milano: in Fiera a Padova ne presenta undici esemplari di diverse dimensioni e sbalzi.

Antiquaria Padova prosegue in Fiera a Padova nei giorni feriali dalle ore 15 alle 20, mentre nel prossimo week-end aprirà alle ore 10, presentando, grazie alla partecipazione di 80 antiquari di 13 regioni italiane più San Marino (presenti tutti i 17 antiquari padovani più altri 19 del resto del Veneto), importanti tracce dell’arte e dell’artigianato non solo europeo, ma anche mediorientale, africano e asiatico, dal XI al XX secolo.

La manifestazione spazia dai mobili alle sculture, dai tappeti persiani dell’Ottocento alle porcellane, dalle statue alle argenterie vittoriane e quelle Decò, dai tessuti alle stampe, cornici, specchiere, e ancora cristalli, arazzi francesi e fiamminghi, gioielli, vasi di Emile Gallé e della cristalleria Daum di Nancy.

Molto folta la rassegna di quadri, acqueforti, litografie di artisti come Albrecht Durer, Tiepolo, Picasso, Gio Ponti, Mirò, Canaletto, Guttuso, Fontana, de Pisis, Vedova, Giò Pomodoro, con incursioni negli anni a noi più prossimi.

 

foto piatti elemosinieri ridotta

 




Aperta oggi Antiquaria Padova in Fiera a Padova!

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Tripudio Serenissimo alla 35^ Antiquaria Padova

Significativa anche la presenza di manufatti dal Medioevo agli anni Settanta

 

(Padova 23.3.2019) Un

tripudio di opere d’arte, mobili, pizzi buranesi e lampadari della Venezia del Sette- Ottocento, ma anche preziosissimi manufatti medievali, ispano -moreschi e dei Templari, ritratti olandesi, servizi d’argento martellato con finiture in avorio di epoca fascista, vedute venete, piatti della “Vecchia Ginori” e collane in corallo sardo di inizio ‘800 o in zaffiri dei primi Novecento. Da oggi a domenica 31 marzo 80 antiquari italiani fanno a gara per sorprendere il pubblico di appassionati che fin dalle prime ore ha gremito il padiglione 1 della Fiera di Padova per la 35^ edizione di Antiquaria Padova, la principale rassegna del settore nel Nordest e una delle più importanti d’Italia.

Inaugurata dall’assessore regionale veneto allo Sviluppo economico Roberto Marcato, dal vicesindaco di Padova Arturo Lorenzoni, dal presidente Geo Andrea Olivi e dal consigliere Giovanni Totti della Camera di Commercio di Padova, la mostra – mercato, con il Direttore Artistico Nicola Rossi che dal 1985 porta avanti questa sfida attraversando qualsiasi crisi, vede per la prima volta la presenza di tutti i 17 antiquari padovani “A dimostrazione che il settore è intenzionato più che mai a proporsi sia come promotore del valore culturale dell’antiquariato sia come valida espressione dei cosiddetti beni rifugio al pari dell’oro, dell’arte e del mattone”.

Gli antiquari provengono da 12 regioni più la Repubblica di San Marino e tra loro ci sono nomi molto conosciuti a livello nazionale, come: Tornabuoni Arte antica (Firenze), Studiolo Fine Art (Milano), Galleria Gomiero (Milano), Antichità Allegrini (Treviso), Galleria d’arte Bentivegna (Montecatini Terme), Barbara Cesaro (Padova), Mirco Spallegiani (Reggio Emilia), Optima Cecchetto (Castelfranco Veneto).

Mobili, porcellane, dipinti, statue in legno e marmo, argenterie vittoriane, oggettistica, tessuti, stampe, cornici, cristalli, arazzi, tappeti persiani di alta manifattura, gioielli, rare collezioni di vasi della cristalleria Daum di Nancy realizzati tra il 1908 e il 1910 e di vasi di Emile Gallé. E ancora molti quadri, acqueforti, litografie di artisti come Albrecht Durer, TiepoloPicassoGio PontiMiròCanalettoGuttuso, Fontana, de Pisis, Vedova, Giò Pomodoro, ma anche incursioni nel passato prossimo e nel presente dell’arte italiana.

Tra i quadri sono molti i soggetti veneti: dall’onnipresente Venezia ai meno noti scorci di Chioggia, dalle vedute padovane di Prato della Valle e del Catajo ai giardini di una nobile dimora di Massanzago, a una settecentesca prospettiva sulla padovana Porta Portello, tratteggiata da un architetto- cartografo fiorentino al seguito di Napoleone nella Campagna d’Italia.

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Roberto Brumat – 347 3020664

giornalista – copywriter – comunicazione – uffici stampa – documentari

www.robertobrumat.it