Ad Antiquaria Padova esperti analizzano i quadri dei visitatori

Fino a domenica in Fiera a Padova 80 antiquari nell’importante mostra-mercato 

(Padova 19 settembre 2020) Dipinti fiamminghi, veneziani, fiorentini, romani, padovani. La pinacoteca di Antiquaria Padova racconta la storia dell’arte fino a domenica 20 settembre alla Fiera di Padova, sopra trumeau, tavoli, divani e accanto a vasi di vetro, cristalli, ceramiche, argenti, tappeti e oggetti di ogni età. Il gusto dell’antico che rivive grazie a 80 prestigiosi antiquari di 27 province italiane, ma anche di Svezia, Inghilterra e San Marino, è disponibile ai visitatori dalle ore 10 alle 20 nella prima esposizione fieristica rivolta al pubblico in Italia dopo il lockdown.

Veneto in testa nel numero di antiquari che hanno voluto esserci, con 32 presenze seguiti da 11 lombardi, 10 toscani, 6 piemontesi, 5 emiliani e via via quelli delle altre regioni. Le proposte vanno dalle più antiche, come il cofanetto reliquiario realizzato a Limoges tra il 1180 e il 1230 e la coppa di vino del Duecento francese formata da un pezzo unico di avorio intagliato e raffigurante la guerra dei cent’anni, fino alle tele di Sironi, ai disegni di Fortunato Depero, al prezioso bozzetto da 250.000 euro regalato nel Natale 1939 da Massimo Campigli al rettore dell’Università di Padova, ai quadri di Giorgio de Chirico, passando per Palma il Giovane, Padovanino, Ruschi, Puligo, ma anche per le opere di ebanisti come gli allievi fiorentini dei Falcini, dello scultore vicentino Orazio Marinali e quelle del maestro vetraio Emile Gallè. Ci sono scarpette in broccato della Serenissima, cucine francesi di fine ‘800, piatti da portata in argento dell’argentiere inglese che lavorò per lo zar Pietro il Grande e per re Giorgio II, la tela di un cuscinetto inglese del Cinquecento (valore 5.000 euro) e perfino due guardaroba della casa romana di Giorgio Almirante. Curiosità e preziosità che raccontano le opere di tanti artisti e la vita di tanti europei (e asiatici) vissuti negli ultimi 900 anni. Tutti prodotti certificati e garantiti dalla qualità degli antiquari selezionati.

 

Collezionisti, amanti dell’arte e semplici curiosi, possono accedere al padiglione 1 della Fiera acquistando il biglietto da 10 euro in cassa oppure, online a 8 euro, sul sito www.antiquariapadova.com . Ridotti 5 euro anche per gli over 65 e entrata libera per bambini sotto i 12 anni.

All’ingresso i visitatori sono accolti dai professionisti del restauro di quadri e dalle più sofisticate tecnologie di analisi di dipinti e affreschi: in entrambe i casi è possibile far visionare quadri di difficile interpretazione portandoli da casa; ma vi sono anche dimostrazioni di riparazione dei tappeti persiani e sistemi di difesa dai tarli mediante microonde.

Antiquaria Padova organizzata dalla società padovana Nef, ha come partner Banca Mediolanum.




Il porta gong come quello scelto da Liz Taylor – Tante preziosità ad Antiquaria Padova

Prosegue fino a domenica in Fiera a Padova l’importante mostra-mercato  

(Padova 18 settembre 2020) Ultimi giorni di Antiquaria Padova, la mostra- mercato che per prima ha aperto la stagione fieristica italiana del dopo lockdown e che rappresenta una delle principali manifestazioni del settore. Sono davvero tante le rarità e curiosità che 80 antiquari propongono (dal 12 al 20 settembre) alla Fiera di Padova ad un pubblico di collezionisti, amanti dell’arte e semplici curiosi. I temi spaziano dall’Alto Medioevo al Novecento, con pezzi che valgono anche alcune centinaia di migliaia di euro. All’ingresso al padiglione i visitatori entrano in contatto con i professionisti del restauro dei quadri e con le più sofisticate tecnologie di analisi di dipinti e affreschi che possono essere provate anche su opere portate da casa; con dimostrazioni di riparazione dei tappeti persiani e con il servizio di lotta ai tarli mediante le microonde. E poi un tuffo nelle più diverse espressioni artistiche di tutti i tempi (europee e asiatiche): mobili, dipinti, porcellane, statue, oggetti, tessuti, stampe, cornici, cristalli, lampadari di Murano, argenti, arazzi, tappeti di alta manifattura, stoviglie, gioielli. Tutti prodotti certificati e garantiti.

Arredi del Seicento, ma soprattutto del Settecento italiano, tele di pittori rinomati, di scuole e di maestri di bottega; ma ci sono anche antiche cineserie come una scatola da cucito in avorio di fattura veneziana o un enorme porta gong thailandese di fine Settecento in legno dorato e specchi, che il titolare di Antichità e Restauri Leandro e Paride Missiaglia di Casale di Scodosia (Pd) comprò molti anni fa a Milano nella gioielleria dove Liz Taylor aveva acquistato il porta gong gemello; Milani Antichità di Solesino (Pd) propone a 8.000 euro una coppia di divanetti veneziani del Settecento e una Madonna penitente del Padovanino (15.000 euro) dipinta tra il 1616 e il 18.

Antiquaria Padova organizzata dalla società padovana Nef, che in novembre alla Fiera di Padova tornerà con la mostra-mercato Arte Padova, prosegue oggi dalle ore 15 alle 20, mentre sabato e domenica aprirà alle 10. I bambini sotto i 12 anni entrano gratis, per gli altri biglietto online a 8 euro (dal sito www.antiquariapadova.com ) o a 10 euro in biglietteria (5 euro le riduzioni che riguardano anche gli over 65). Partner dell’evento è Banca Mediolanum.

 




Raro ritratto di Umberto I ad Antiquaria Padova

Il momento giusto per investire in beni durevoli

Mercato antiquariale ridimensionato dalla congiuntura

(Padova 17 settembre 2020) I più antichi lampadari realizzati con i vetri di Murano sono quelli veneziani di Ca’ Rezzonico datati 1780, prima erano in ferro. Ad Antiquaria Padova Antichità Davide di Saletto di Montagnana (Pd) ne mostra alcuni dell’800 e del secolo scorso, assieme ad una coppia di settecenteschi leoni porta colonne provenienti da una villa veneta (valore singolo 18.000 euro) e a un rarissimo ritratto di re Umberto I di Savoia proveniente da Villa Reale di Monza dove la sera del 29 luglio 1900 il sovrano giunse ormai morto in carrozza dopo l’attentato. Negli stand di 80 antiquari presenti fino a domenica alla Fiera di Padova, si incontrano anche una Scena di baccanale della scuola di Rubens della seconda metà del Seicento portata da Marco Baruffi di Mantova;  un prezioso tavolo ottagonale da 8.500 euro della scuola dei fratelli Falcini che nella Firenze dei primi ‘800 avevano un rinomato laboratorio di ebanisteria (Rebecchi Giovanni, Pisa); cinquecenteschi vasi da farmacia di Venezia, Palermo, Sciacca e di De Ruta (da 3.000 euro) ed altri bassanesi del ‘700 con ancora visibili i segni delle erbe e dei minerali contenuti (sambuco, cinabro, citiaco) portati da Francesco Obligato Arte antica di Torino;  assieme a capolavori tra il ‘500 e il ‘900, di Palma il giovane, Francesco Ruschi che nel ‘600 fu molto attivo a Venezia dove diede vita alla corrente pittorica dei Tenebrosi; e ancora alle opere di Sironi, Angeli, Depero e altri portati da Studiolo Fine Art di Milano.

Antiquaria Padova organizzata dalla società Nef, è una delle principali mostre-mercato italiane del settore e come prima fiera di pubblico in Italia a riaprire dopo il lockdown, prosegue nei feriali dalle ore 15 alle 20, mentre sabato e domenica prossimi sarà aperta a partire dalle 10. I bambini sotto i 12 anni entrano gratis, gli altri con biglietto online a 8 euro (dal sito www.antiquariapadova.com ) o a 10 euro in biglietteria (5 euro le riduzioni anche per gli over 65).

Il padiglione 1 della Fiera di Padova accoglie pezzi curiosi e di gran pregio e gli espositori ricordano che questo è il periodo indicato per fare buoni affari, dal momento che la crisi ha ridimensionato molto il mercato antiquariale. Pur essendo presenti anche pezzi unici che valgono alcune centinaia di migliaia di euro, vi sono proposte abbordabili da diverse fasce di compratori. Sono mesi in cui chi deve vendere è restio a farlo perché sa di doversi accontentare di valori inferiori a quelli precedenti, e chi cerca un buon investimento può farsi avanti. “D’altro canto in questa fiera espongono selezionati antiquari, alcuni dei quali rientrano nel gotha nazionale e tutte le opere sono certificate” dice Nicola Rossi ideatore e curatore della rassegna in cui trovano spazio anche settori complementari come il restauro, laboratori di analisi chimico- storiche delle opere, sistemi per la conservazione del legno, riviste tecniche.

La mostra- mercato propone mobili, porcellane, dipinti, statue in legno e marmo, curiosi oggetti, tessuti, stampe, cornici, cristalli, argenti, arazzi, tappeti persiani di alta manifattura, stoviglie, gioielli: tutti prodotti certificati e garantiti.

Come assicura l’assessore regionale allo Sviluppo produttivo Roberto Marcato, che ha visitato la rassegna assieme al presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati e alle autorità locali, “La sicurezza ad Antiquaria Padova è garantita dal rispetto del distanziamento sociale, dalle misure di igiene adottate e dall’uso di mascherine”.

Partner dell’evento è Banca Mediolanum.




Dalla Londra del ‘700 il vassoio salva vita dell’argentiere che lavorò per lo zar Pietro il Grande

(Padova 15 settembre 2020) All’apparenza è “solo” un settecentesco piatto da portata in argento, in realtà ad Antiquaria Padova – in svolgimento fino a domenica 20 settembre – questo oggetto proposto a 12.000 euro racconta molto di più. Nello stand di Li Volsi & Sostero di Treviso viene spiegata la storia del celebre argentiere che realizzò questo piatto e il significato del piatto da portata. Di famiglia francese e di religione protestante, l’ugonotto Paul de Lamerie visse in Inghilterra dove divenne orafo del re: Giorgio II gli commissionò un dono reale per un battesimo, ma ebbe anche altri importanti committenti, come lo zar Pietro Il Grande che volle da lui delle cisterne da vino in argento (oggi al museo Hermitage) e il premier inglese Robert Walpole che gli commissionò un vassoio gigante. Ciò che di de Lamerie si vede ad Antiquaria Padova è un vassoio Salver inciso nel 1731: Salver era un vassoio con le zampette su veniva posta la pietanza che aveva passato la prova dell’assaggiatore ed era quindi garantita. Nei secoli i Salver divennero oggetti dono che auguravano una lunga vita, e il principio di garantire ai commensali ciò che avrebbero mangiato venne esteso in Italia anche ai mobili cosiddetti credenze, su cui si ponevano i cibi sicuri: credenza si chiama così proprio per il significato di “ci si può credere, ci si può fidare”.

 

Questa è solo una delle tantissime curiosità che i visitatori trovano in questa mostra- mercato di Padova che per prima in Italia ha aperto il calendario nazionale delle fiere di pubblico. Vi espongono 80 antiquari di 27 provincie italiane più tre di San Marino, Inghilterra e Svezia, testimoniando con i loro pezzi pregiati (anche da 250.000 euro) che questa è una delle principali rassegne del settore presenti in Italia. Ciò che il pubblico vede (nei feriali dalle ore 15 alle 20 e nel week- end dalle 10 alle 20) sono oggetti sacri e profani, quadri, statue, mobili, porcellane, tessuti, stampe, cornici, cristalli, argenti, arazzi, tappeti di alta manifattura, stoviglie, gioielli con una vasta gamma di valori, dalla fine dell’XII secolo al Novecento.

Organizzata dalla società padovana Nef Antiquaria Padova assicura il rispetto delle norme di sicurezza e invita il pubblico a preferire il biglietto online (costo di 8 euro sul sito www.antiquariapadova.com ) rispetto all’acquisto in cassa (10 euro). I biglietti ridotti da 5 euro vanno invece acquistati in cassa. Per i bambini sotto i 12 anni l’ingresso è libero.

ACCREDITO GIORNALISTI. E’ indispensabile accreditarsi online a questo indirizzo: https://expo.wingsoft.it/nef/antiquaria/stampa

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Le cucine delle favole ad Antiquaria Padova

(Padova 14 settembre 2020) “Per accompagnarmi nei Pinewood Studios, dove hanno girato Guerre stellari, sul set di Cenerentola è venuto proprio Dante Ferretti scenografo tre volte premio Oscar, il quale per il film del 2015 aveva scelto alcuni storici impianti da fuoco dalla collezione che con mio marito ho nell’Antichità Rita Tuci a Trana in Val di Susa in provincia di Torino. Colpito dalle foto su una rivista ci aveva contattato: noi fatalità eravamo proprio a Londra per una fiera e così abbiamo affittato alla produzione una cucina a legna di fine Ottocento, due stufe in ceramica, un camino e diversi alari”.

Rita Tuci, livornese, ma da anni in Piemonte, espone con orgoglio fino a domenica 20 settembre ad Antiquaria Padova, i suoi pezzi da favola: come la gigantesca cucina a legna in ghisa e ferro francese datata Roubaix 1890 da 600 kg (larga 2 metri e alta 3), valore 13.000 euro. “Si tratta di pezzi introvabili di grande fascino, ma ormai siamo in pochi in Italia a dedicarci a questo mercato che, pur non essendo in crisi, comporta grandi difficoltà nella movimentazione di impianti tanto pesanti”.

In Fiera a Padova dove Rita Turci non veniva da 15 anni – Ho fatto sempre le edizioni più storiche e questa lo è – ha portato anche stufe in maiolica (come quella Carlo X del 1828 di manifattura alsaziana) e camini, tra cui uno lucchese in pietra serena di fine Settecento e un camino in stile Luigi XV copiato nell’Ottocento e recuperato a Parigi.

Antiquaria Padova è una delle principali mostre- mercato del settore presenti in Italia ed è anche la prima fiera di pubblico ad aver aperto dopo il lockdown, con buon esito di presenze nel primo week-end. Vi espongono 80 antiquari di tutta Italia, ma anche da Inghilterra, Svezia e San Marino. Le proposte vanno dalla fine dell’XII secolo fino al Novecento, con oggetti sacri e profani, quadri, statue, mobili, porcellane, tessuti, stampe, cornici, cristalli, argenti, arazzi, tappeti di alta manifattura, stoviglie, gioielli con una vasta gamma di valori. L’orario di apertura da lunedì a venerdì è dalle 15 alle 20, anticipato alle ore 10 nel prossimo weekend. Nel rispetto delle norme di sicurezza, la società organizzatrice Nef invita il pubblico a preferire il biglietto online (costo di 8 euro sul sito www.antiquariapadova.com ) rispetto all’acquisto in cassa (10 euro) evitando quindi assembramenti. I biglietti ridotti da 5 euro vanno invece acquistati in cassa, mentre per i bambini sotto i 12 anni l’ingresso è libero.

 

 

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Antiquaria Padova, le voci del Medioevo e dei secoli seguenti

(Padova 13 settembre 2020) Da 27 città italiane, da San Marino, Londra e Stoccolma sono venuti in Fiera a Padova per dare un segnale di ripresa ai mercanti d’arte e a tutti gli appassionati delle forme artistiche del passato, ricordando quanto i valori di mercato si siano abbassati in questi mesi. Sono gli 80 antiquari che fino al 20 settembre espongono alla 36^ Antiquaria Padova, una delle massime espressioni fieristiche del settore presenti in Italia e la prima fiera di pubblico ad aver aperto dopo il lockdown. Man mano che si visita la mostra- mercato si scoprono pezzi sempre più pregiati e antichi: come il cofanetto reliquiario datato con l’analisi della fluorescenza XRF tra il 1180 e il 1230 e realizzato a Limoges in rame dorato riempito con pasta vitrea secondo il metodo Champlevé, proveniente da un importante collezionista piacentino e valutato 30.000 euro; o il raro reliquiario duecentesco costituito da una preziosa testa femminile in rame sbalzato e dorato di Limoges con ametiste, lapislazzuli, agata, cristallo di rocca (Fabbri Arte, Canedole-Roverbella – Mantova). Gli esempi medioevali presenti soprattutto in questa vetrina antiquaria, si mescolano a quelli dei secoli seguenti che raccontano l’arte più alta (ci sono esempi di Palma il giovane, Pietro Liberi, Bernardo Canal, Puligo, Depero, Campigli, De Chirico, Angeli, Besarel, Gregorio Lazzarini maestro di Tiepolo, i fratelli Ciardi, Daum, Gallè e molti altri), distribuiti tra gli stand degli antiquari tra i quali sono presenti alcuni dei massimi esponenti italiani: Tornabuoni Arte antica (Firenze), Studiolo Fine Art (Milano), Cecchetto e Prior (Treviso), Phidias (Reggio Emilia), Barbara Cesaro (Padova), Galleria d’arte Cinquantasei (Bologna), Lombardo&Partners (Torino), Ducci Roberto Dipinti antichi (Firenze – Pesaro), Fabbri Antiquariato (Mantova), Antichità Allegrini (Treviso).

Collezionisti, appassionati e semplici curiosi in nove giorni potranno avvicinare pezzi unici, scorrendo tra gli stand la storia dell’arte con chiari riferimenti anche a grandi maestri dei secoli d’oro della cultura artistica europea, ma anche orientale. Mobili, dipinti, porcellane, statue, oggetti, tessuti, stampe, cornici, cristalli, argenti, arazzi, tappeti di alta manifattura, stoviglie, gioielli con una vasta gamma di valori. L’orario di apertura da lunedì a venerdì è dalle 15 alle 20, anticipato alle ore 10 nel prossimo weekend.

La società organizzatrice Nef invita il pubblico a preferire il biglietto online (costo di 8 euro sul sito www.antiquariapadova.com ) rispetto all’acquisto in cassa (10 euro) evitando quindi assembramenti. I biglietti ridotti da 5 euro vanno invece acquistati in cassa, mentre per i bambini sotto i 12 anni l’ingresso è libero.

I quadri di casa verificati in Fiera

Una rassegna interessante non solo per chi è attratto da un possibile investimento, ma anche per quanti hanno in casa un quadro di incerta attribuzione: in Fiera sono infatti presenti sia professionisti del restauro come Campagnola Restauro di Verona, sia la società di Vicenza, Csg Palladio che fa parte di uno dei 42 laboratori di Lifeanalytics  e che ad Antiquaria Padova dimostra – anche al pubblico che volesse far verificare qui una tela di proprietà – come avvengono le analisi di ultima generazione. “Grazie agli strumenti portatili non invasivi come il microscopio elettronico a 250 ingrandimenti, le lampade a UV e il sistema XRF per le analisi a raggi X– spiegano i responsabili Fabio Frezzato ed Elena Monni – in 24 ore forniamo un primo responso sul tipo di pigmenti e leganti presenti nel dipinto, andando a leggere sotto la vernice, definendo anche l’epoca in cui sono avvenute le pennellate e gli eventuali restauri. Per fare un esempio della correlazione tra materiali ed epoche: il bianco ottenuto dal piombo era in uso nel ‘700, ma a fine secolo il pigmento divenne a base di zinco e attorno al 1920 comparve il bianco di titanio”.

Il laboratorio vicentino che sta compiendo analisi sul celebre Tempietto longobardo di Cividale del Friuli, nel 2012 scoprì su un’opera giovanile di Raffaello (ospite della pinacoteca Carrara di Bergamo) che l’artista aveva usato vetro macinato come essicativo degli olii e per accrescere luminosità al suo San Sebastiano. Prima dell’introduzione nelle belle arti della strumentazione tecnologica si sono fatti tanti errori di valutazione spiega Fabio Frezzato: “Una lettura spesso errata del Libro dell’arte di Cennino Cennini, trattato fondamentale scritto a Padova in un volgare toscano – veneto ai primi del Quattrocento, ha fatto sbagliare interpretazioni tecniche di tante pitture murali antiche portando danni nei restauri”.

 

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Avviata Antiquaria Padova, mostra mercato in Fiera a Padova

La coppa del ‘300 è il pezzo più antico,

ma il bozzetto di Campigli vale 250.000 euro

Il presidente del Senato oggi in visita privata

(Padova 12 settembre 2020) Dopo aver inaugurato ieri alla Fiera di Padova la 36^ edizione di Antiquaria Padova, il presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati è tornata stamane in visita privata, soffermandosi nello stand di Mediolanum Art Gallery dove ha ammirato la spilla in oro diamanti e smalto realizzata da Cleto Munari su disegno di Mimmo Paladino, acquistando poi da Li Volsi & Sostero di Treviso due spille di manifattura contemporanea realizzate dall’artista veneto Claudio Canzian, vincitore nel 2019 del Premio internazionale Arte Bijoux.

Ma al di là di qualche licenza di arte odierna, la mostra mercato aperta oggi a Padova, fino al 20 settembre propone innumerevoli pezzi antichi di grande valore, portati da 80 antiquari tra cui spiccano nomi di rilievo. Certamente il più antico è una coppa in avorio francese del Trecento che racconta per immagini la guerra dei cent’anni, con ancora all’interno le macchie del vino contenuto (venduto a 40.000 euro da Fabbri Arte di Canedole-Roverbella, Mantova) o la costola di bovino incisa nel ‘700 a china e nero di seppia per descrivere il 28° canto dell’Inferno con particolari macabri della battaglia di Tagliacozzo e la decapitazione di Corradino di Svevia; mentre tra i contemporanei spicca il bozzetto in olio su carta su tavola (65×141 cm) che Massimo Campigli nel Natale 1939 dedicò a Carlo Anti rettore dell’Università di Padova a memoria dell’affresco che stava realizzando nell’atrio della facoltà di Lettere e che Tornabuoni Arte Antica di Firenze propone a 250.000 euro. Rispetto al Rinascimento, Antichità Romano Ischia di Riva del Garda (Trento) propone un interessante olio su tavola unica in pioppo dei primi ‘500, la Madonna col bambino e San Giovannino del Puligo (Domenico di Bartolomeo, nato a Firenze nel 1492) con l’erronea attribuzione posteriore al suo maestro Andrea del Sarto e la successiva definitiva attribuzione da parte del prof. Emilio Negro (valore 45.000 euro). Presenti anche i tappeti, come la preghiera anatolica Ghiordes di metà Settecento che Lombardo & Partners Antiques di Torino propone a 12.000 euro assieme a una tovaglietta nuziale con ricamo ottomano a fili dorati e argentati dell’area di Salonicco (fine ‘700) – 4.000 euro – e al piccolo cuscino inglese di fine Cinquecento (5.000 euro).

La società organizzatrice Nef invita i visitatori a preferire il biglietto online (costo di 8 euro sul sito www.antiquariapadova.com ) anziché acquistarlo in cassa (10 euro) evitando quindi assembramenti. I biglietti ridotti da 5 euro vanno invece acquistati in cassa, mentre per i bambini sotto i 12 anni l’ingresso è libero. La mostra che propone mobili, dipinti, porcellane, statue, oggetti, tessuti, stampe, cornici, cristalli, argenti, arazzi, tappeti di alta manifattura, stoviglie, gioielli con una vasta gamma di valori, ha come partner Banca Mediolanum.  Orari: dalle 10 alle 20 sabato e domenica, nei feriali dalle 15 alle 20.

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La prima fiera italiana per il pubblico del post lockdown è Antiquaria Padova 2020

L’arte moderna del passato

(Padova 9 settembre 2020) Pittori e scultori, ma anche gioiellieri e orologiai, intagliatori e decoratori, sarti e tappezzieri: sono i maestri che dal primo Rinascimento fino al Novecento rivivono alla Fiera di Padova grazie alle loro produzioni nell’elegante mostra- mercato Antiquaria Padova, una delle più importanti in Italia. La prossima edizione dal 12 al 20 settembre 2020 sarà la prima manifestazione non professionale ad aprire la stagione fieristica italiana dopo il lockdown. Posticipata causa Covid 19 da marzo a fine estate, la rassegna si tiene nel pieno rispetto delle regole di tutela della salute pubblica predisposte dalla Fiera di Padova per il pubblico e per gli 80 antiquari presenti con le loro collezioni (tanti quanti nel 2019): in proposito viene suggerito l’acquisto del biglietto online a 8 euro (anziché 10) sul sito www.antiquariapadova.com per evitare le file alla cassa.

L’appuntamento con la 36^ edizione è di quelli imperdibili per la qualità degli antiquari espositori tra cui spiccano nomi di primo piano a livello nazionale, che permettono di ammirare e acquistare testimonianze dell’arte moderna del passato, che raccontano la Storia avendo attraversato indenni i secoli. Tanti maestri di bottega presenti ad Antiquaria Padova, come il veneziano Gregorio Lazzarini che ebbe a bottega il giovane Giambattista Tiepolo e di cui Tornabuoni Arte Antica di Firenze propone il Mosè e il serpente di bronzo, grande tela inizialmente ritenuta di Pietro Liberi fino alla definitiva attribuzione nel 1886 da parte delle Regie Gallerie Veneziane; o il romano Francesco Ruschi tra i cui discepoli c’erano Federico Cervelli, Pietro Negri e Antonio Zanchi: di Ruschi lo Studiolo di Milano porta Il ritrovamento di Mosè (olio su tela) ricordando che l’artista nel Seicento conobbe Caravaggio e a Venezia, dove visse e tra l’altro rinnovò due teleri di Tintoretto in Palazzo Ducale, si ispirò molto a Paolo Veronese dando vita alla corrente dei tenebrosi di cui fece parte inizialmente anche Giambattista Tiepolo; tra i suoi molti lavori veneziani spicca la decorazione del soffitto della chiesa di Sant’Anna (perduto nell’800). La mostra mercato si annuncia densa di proposte interessanti per un pubblico raffinato, capace di cogliere la qualità di suggestioni che arrivano dal Rinascimento al Novecento, con pezzi di elevato pregio artistico e storico: mobili, porcellane, dipinti, statue in legno e marmo, curiosi oggetti, tessuti, stampe, cornici, cristalli, argenti, arazzi, tappeti persiani di alta manifattura, stoviglie, gioielli. Per molti sarà l’occasione per riavvicinarsi all’antiquariato di alto livello ed anche per ripensare a forme di investimento alternative. “Le opere d’arte non sono beni fatti in serie: vanno viste molto da vicino per coglierne le caratteristiche e i pregi della loro unicità” precisa l’ideatore e curatore della rassegna Nicola Rossi, a proposito della riapertura della fiera organizzata dalla società padovana Nord Est Fair.

Tra le centinaia di opere presenti in fiera: un’isola di San Giorgio dipinta negli anni Cinquanta da Giorgio De Chirico; un bozzetto fatto nel Natale 1939 da Massimo Campigli per l’affresco realizzato nell’atrio del palazzo Liviano (sede universitaria di Padova) con dedica all’allora rettore Carlo Anti; un busto in marmo di Carrara dello scultore vicentino seicentesco Orazio Marinali; dipinti dei fratelli veneziani Beppe ed Emma Ciardi; olii dell’artista padovano Lino Selvatico; deliziosi ritratti femminili e maschili di Pietro Pajetta;  maestosi  quadri di Nicolò Bambini; vasi Daum (1905) e Gallè (1895); Madonna col bambino e San Giovannino del Puligo (Domenico di Bartolomeo, nato a Firenze nel 1492); mini forziere cinquecentesco di Norimberga in acciaio inciso; orecchini pezzo unico di Mario Buccellati eseguiti a Milano nel 1950 in oro 18 carati, smeraldi e diamanti; preziosa tavoletta in quercia raffigurante Volto di Cristo, attribuibile alla cerchia di Jan Van Eyck, terzo quarto del XV secolo.

Ci sarà anche una mostra nella mostra, con una rassegna di pittura su vetri veneziani del Settecento. Antiquaria Padova offre inoltre la possibilità di conoscere le ultime tecniche di analisi e restauro delle opere pittoriche, lignee, marmoree, tessili, con consulenze e certificazioni di autenticità e diagnosi da parte di esperti presenti in Fiera; anche mediante l’approccio agli strumenti di indagine stilistico – storica sui dipinti attraverso la fluorescenza, gli ultravioletti e la microscopia ottica digitale.

Tra gli antiquari di Antiquaria Padova 2020 ci sono alcuni tra i nomi più prestigiosi in Italia, tra cui spiccano: Tornabuoni Arte antica (Firenze), Studiolo Fine Art (Milano), Cecchetto e Prior (Treviso), Phidias (Reggio Emilia), Barbara Cesaro (Padova), Galleria d’arte Cinquantasei (Bologna), Lombardo&Partners (Torino), Ducci Roberto Dipinti antichi (Firenze – Pesaro), Fabbri Antiquariato (Mantova).

Nel rispetto delle nuove norme di sicurezza e distanziamento, Antiquaria Padova osserverà i seguenti orari: sabato e domenica 10-20, feriali 15-20. Ingresso 10 euro (per l’acquisto in cassa), ridotto 5 euro (over 65, gruppi di 10 persone, forze dell’ordine, studenti, diversamente abili, ragazzi dai 13 ai 17 anni), gratis sotto i 12 anni.

INAUGURAZIONE venerdì 11 settembre 2020 alle ore 18 con parterre d’eccezione: la presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati, il governatore del Veneto Luca Zaia, Roberto Marcato assessore regionale alle Attività economiche, Andrea Colasio assessore comunale alla Cultura, Ennio Doris fondatore di Banca Mediolanum e per la Camera di Commercio di Padova e Padova Hall il presidente Antonio Santocono.

Sinergia tra fiere venete – Sicurezza e fine delle code

Nella conferenza stampa odierna in Fiera, Con Luca Veronesi direttore generale dell’ente fieristico, Roberto Marcato assessore regionale veneto alle attività economiche, Andrea Colasio assessore alla cultura del Comune di Padova e Nicola Rossi curatore di Antiquaria Padova, ribadito il coraggio di realizzare questa prima fiera di pubblico in Italia dell’era Covid, si è parlato anche di sinergia tra fiere. In particolare Marcato ha ricordato la partecipazione alla Conferenza Stato-Regioni in cui ha chiesto interventi specifici per le fiere venete, parte importante del tessuto economico locale: “Una preoccupazione la nostra, condivisa anche da altre Regioni”. Da Marcato, che ha parlato di “rabbiosa capacità di reagire alle crisi da parte dei veneti”, è venuta la richiesta di una regia regionale per le fiere, costituendo una “fiera delle fiere” o comunque iniziando a ragionare tutti assieme sul sistema fieristico veneto, accantonando la logica della concorrenza. In proposito, ha aggiunto Veronesi, Padova e Verona stanno valutando la possibilità di creare un “incontro” fra le due realtà, anche considerando che eventuali risorse nazionali potrebbero arrivare, ma solo in presenza di un preciso progetto sinergico.

Infine l’invito a venire ad Antiquaria Padova, una fiera sicura grazie agli attenti e rigidi protocolli di sicurezza messi in atto, che tra l’altro eviteranno le code in biglietteria per chi userà il biglietto elettronico.

 

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Dal mini forziere del ‘500 al bozzetto di Campigli, ai vasi di Gallè

Antiquaria Padova 2020. A settembre in Fiera a Padova l’evento saltato in marzo.

Antiquari di tutta Italia presenti alla 36^ edizione della prestigiosa rassegna artistica Antiquaria Padova che dal 12 al 20 settembre 2020 sarà la prima manifestazione a inaugurare nel Veneto la ripresa delle attività fieristiche del post pandemia, e una delle prime in Italia. Sono circa un’ottantina i selezionati espositori che annunciano la loro partecipazione all’evento presso il padiglione 1 della Fiera di Padova per l’atteso e prestigioso appuntamento organizzato dalla società padovana Nord Est Fair, posticipato causa Covid 19.

Dal Rinascimento al Novecento la mostra mercato mostrerà pezzi di elevato pregio artistico e storico: mobili, porcellane, dipinti, statue in legno e marmo, curiosi oggetti, tessuti, stampe, cornici, cristalli, argenti, arazzi, tappeti persiani di alta manifattura, stoviglie, gioielli.

Ecco alcune tra le importanti opere presenti in fiera: un’isola di San Giorgio dipinta negli anni Cinquanta da Giorgio De Chirico; un bozzetto fatto nel Natale 1939 da Massimo Campigli per l’affresco realizzato nell’atrio del palazzo Liviano (sede universitaria di Padova) con dedica all’allora rettore Carlo Anti; un busto in marmo di Carrara dello scultore vicentino seicentesco Orazio Marinali, dipinti dei fratelli veneziani Beppe ed Emma Ciardi, olii dell’ artista padovano Lino Selvatico, deliziosi ritratti femminili e maschili di Pietro Pajetta,  maestosi  quadri di Nicolò Bambini, vasi Daum (1905) e Gallè (1895); Madonna col bambino e San Giovannino del Puligo (Domenico di Bartolomeo, nato a Firenze nel 1493); mini forziere cinquecentesco di Norimberga in acciaio inciso.

Oltre ad essere una vetrina e un mercato di arte antica, Antiquaria Padova offre la possibilità agli appassionati di conoscere le ultime tecniche di analisi e restauro delle opere pittoriche, lignee, marmoree, tessili, con consulenze e certificazioni di autenticità e diagnosi da parte di  esperti presenti in fiera.

Tra gli espositori che hanno scelto di essere ad Antiquaria Padova 2020 dal 12 al 20 settembre, ci sono alcuni degli antiquari più conosciuti in Italia, come: Tornabuoni Arte antica (Firenze), Studiolo Fine Art (Milano), Cecchetto e Prior (Treviso), Phidias (Reggio Emilia), Barbara Cesaro (Padova), Galleria d’arte Cinquantasei (Bologna), Lombardo&Partners (Torino), Ducci Roberto Dipinti antichi (Firenze – Pesaro), Allegrini Antichità (Treviso) .

Nel pieno rispetto delle nuove norme di sicurezza e distanziamento, Antiquaria Padova osserverà i seguenti orari: sabato e domenica 10-20, feriali 15-20. Ingresso 10 euro, ridotto 5 euro (over 65, gruppi di 10 persone, forze dell’ordine, studenti, diversamente abili, ragazzi dai 13 ai 17 anni), gratis sotto i 12 anni




Antiquaria Padova 2020 apre il calendario fieristico del Veneto

Dopo il lockdown che in marzo ne ha impedito lo svolgimento, dal 12 al 20 settembre 2020 Antiquaria Padova la prima manifestazione a inaugurare nel Veneto la ripresa delle attività fieristiche del post pandemia. La 36^ edizione organizzata dalla società padovana Nord Est Fair, con 80 espositori di tutta Italia, ma anche dall’estero (tra le prime adesioni anche quella di un antiquario che arriva dalla Svezia) occuperà il padiglione 1 della Fiera di Padova.

Antiquaria Padova 2020 sarà un selezionato concentrato di arte di altissimo livello, che attraverso differenti stili rappresentano come il gusto per il bello è stato declinato nelle varie epoche, dal Rinascimento fino al Novecento: mobili, porcellane, dipinti, statue in legno e marmo, oggettistica, tessuti, stampe, cornici, cristalli, pregiati argenti, arazzi, tappeti persiani di alta manifattura, stoviglie, gioielli. Pezzi dal 1450 al Novecento.

Tra le primissime segnalazioni degli espositori c’è la mostra Antichi riflessi, selezione di dipinti su vetro raffiguranti immagini sacre e vetri incisi realizzati a Venezia nel XVIII secolo, raccolti nell’arco di molti anni di appassionate ricerche da un privato collezionista che ha custodito gelosamente queste preziose opere.

Oltre ai capolavori materiali, come consuetudine all’interno fiera sarà presente l’area servizi per l’arte antica che propone analisi, restauro e consulenza per le opere d’arte: con certificazioni di autenticità ed indirizzi diagnostici, restauro dipinti su tela e tavola, scultura lignea, affreschi e dipinti murali, su tappeti e arte tessile, consulenze a richiesta di espositori e visitatori.

Tra gli espositori che hanno scelto di esserci, dal 12 al 20 settembre ad Antiquaria Padova 2020 si contano alcuni degli antiquari più prestigiosi d’Italia, tra i quali: Tornabuoni Arte antica (Firenze), Cecchetto e Prior (Treviso), Phidias (Reggio Emilia), Barbara Cesaro (Padova), E.L.A. Antichità (Bergamo), Lombardo&Partners (Torino).

Padova Antiquaria si terrà al padiglione 1 della Fiera di Padova con accesso da via Tommaseo. Orari sabato e domenica 10-20, feriali 15-20. Ingresso 8 euro, ridotto 4 euro (over 65, gruppi di 10 persone, forze dell’ordine, studenti, diversamente abili, ragazzi dai 13 ai 17 anni), gratis sotto i 12 anni.