Sabato e domenica i grandi antiquari in Fiera a Padova

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Sabato e domenica i grandi antiquari in Fiera a Padova

Festa dell’arte antica ad Antiquaria Padova, mostra – mercato leader nel Nordest

 

(Padova 30.3.2019) Ultimi due giorni per visitare, alla Fiera di Padova, gli eleganti allestimenti di 80 antiquari italiani in quella che è la principale mostra – mercato del settore presente nel Nordest. Antiquaria Padova, giunta alla 35^ edizione e organizzata da Nef srl, propone centinaia di oggetti d’arte che partono dall’XI secolo e arrivano agli anni Novanta: preziose antichità e modernariato, in una fusione di stili che attraversa i secoli raccontando la passione per l’arte e per il fatto a mano. Molto presente il Settecento veneziano, ma anche l’Ottocento, con mobili, cristalli, porcellane, gioielli, tappeti, lampadari, specchi e tantissimi quadri, acqueforti, incisioni, decollages.

Sono davvero numerose le curiosità presenti per tutti i tipi di collezionismo e per tutte le tasche: da qualche centinaia di euro a 500 mila e oltre.

Ecco allora: gong in argento vittoriano usato per convocare all’ora del tè gli ospiti di un hotel londinese, tavolata imbandita con piatti Vecchia Ginori anni Trenta e calici in cristallo toscano e oro zecchino su tovaglia in pizzo di Cantù primi ‘900 fatta a tombolo in punto Venezia, rari piatti elemosinieri della Norimberga del Quattrocento, Madonna senese su tavola lignea del Trecento, cofanetto siculo- persiano intagliato in avorio madreperla e corno del XII secolo, vasi di Emile Gallé e cristalleria francese Daum, decollage a tema Marilyn di Mimmo Rotella, quadri di Renato Guttuso e Palma il giovane, placca in rame dorato e smalti Champlevé raffigurante la lavanda dei piedi del XII secolo, scrittorio veneziano del Settecento in legno laccato e decorato a Chinoiserie in pastiglia dorata a rilievo su fondo blu con piano scorrevole e cassettini, cofanetto nuziale Ginori in porcellana istoriata a bassorilievo del 1870 presente nel 1878 alla terza Esposizione Universale di Parigi, orologio da tavolo in bronzo L’eroe a Paris, terrecotte francesi di fine ‘700, consolle sagomata in legno laccato e dorata Settecento veneziano, tavolini in noce e radica emiliani, coppia di mori veneziani, vasca da camera della Serenissima, leone veneto porta stemma di fine Cinquecento, coppia di saliere in argento (Londra 1828) del più noto orafo argentiere inglese Paul Storr; e molto altro.

Le opere d’arte sono firmate da Palma il giovane, Albrecht Durer, Tiepolo, Picasso, Gio Ponti, Mirò, Canaletto, Guttuso, Fontana, de Pisis, Vedova, Pomodoro, pittori toscani del Trecento. Presenti anche una restauratrice al lavoro e prodotti per la cura dei mobili antichi.

Tra gli espositori di tutta Italia spiccano grandi nomi come: Tornabuoni Arte antica (Firenze), Studiolo Fine Art (Milano), Galleria Gomiero (Milano), Antichità Allegrini (Treviso), Galleria d’arte Bentivegna (Montecatini Terme), Barbara Cesaro (Padova), Mirco Spallegiani (Reggio Emilia), Optima Cecchetto (Castelfranco Veneto).

foto per comunicato Brumat

 

Ufficio stampa: Roberto Brumat 347 3020664  mail@robertobrumat.it




Tiepolo e Guttuso, il Medioevo, il Settecento veneziano nei mobili, nei gioielli e nell’arte di Antiquaria Padova

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Ultimo weekend alla Fiera di Padova

Tiepolo e Guttuso, il Medioevo, il Settecento veneziano nei mobili, nei gioielli e nell’arte di Antiquaria Padova

 

(Padova 29.3.2019) “La presenza ad Antiquaria Padova di alcuni dei più qualificati antiquari italiani fa della mostra- mercato in svolgimento fino a domenica 31 marzo alla Fiera di Padova un punto di riferimento importante per chi vuole avvicinarsi all’arte: dal Medioevo ai giorni nostri, e per quanti cercano occasioni certificate di investimento culturale”. Lo sottolinea Nicola Rossi, Direttore Artistico della manifestazione giunta alla 35^ edizione, mentre Andrea Colasio assessore alla Cultura del Comune di Padova, ricorda che prossimamente la città di Padova arricchirà il suo prestigio di Urbs picta con la nascita della più grande raccolta europea di opere di design, ospitate al Castello Carrarese.

Ultimo week end per gli appassionati di antiquariato in Fiera, dove espongono più di 80 antiquari e dove per la prima volta sono presenti tutti gli antiquari padovani. Moltissime le preziosità in mostra, per valori che da poche centinaia di euro arrivano a mezzo milione ed oltre. Tra le curiosità ci si imbatte in una tavolata imbandita con piatti Vecchia Ginori anni Trenta e calici in cristallo toscano e oro zecchino su tovaglia di quattro metri in pizzo di Cantù dei primi del ‘900 fatta a tombolo in punto Venezia (Antiqua, Lugo di Romagna); in un grande dipinto di metà ‘800 firmato Giuseppe Mancinelli con Mosè abbandonato dalla madre, e in una pregiata vasca settecentesca del patriziato veneziano (Tornabuoni Arte antica, Firenze); in una collezione di quadri e stampe del ‘7-800 a tema castello del Catajo (Galleria Nuova Arcadia, Padova); in una Madonna senese di inizio Trecento o in un cofanetto siculo- persiano in avorio madreperla e corno del XII secolo (Fabbri Arte, Mantova); in una biscottiera apribile di argento vittoriano o in un gong usato in un hotel londinese per ricordare l’ora del tè (Manuela Sanzò, Sanremo e Milano); nei decollage anni ’50 di Mimmo Rotella (Galleria Accademia, Torino); in una statua di Sant’Antonio del Quattrocento senese o in un quadro dei primi ‘700 del marchigiano Filippo Ambrosi che ritrae un bambino che beve da un fiasco di vino (Andreini Marco, Pistoia). E ancora si vedono moltissimi quadri e statue, piatti elemosinieri del Quattrocento, vasi Gallé, cristalleria Daum, specchi e cornici, oreficeria, tappeti antichi, porcellane Decò e preziosità di ogni tipo provenienti non solo dall’Europa, ma anche da Medio Oriente, Asia e Africa.

Tra gli espositori di tutta Italia spiccano grandi nomi come: Tornabuoni Arte antica (Firenze), Studiolo Fine Art (Milano), Galleria Gomiero (Milano), Antichità Allegrini (Treviso), Galleria d’arte Bentivegna (Montecatini Terme), Barbara Cesaro (Padova), Mirco Spallegiani (Reggio Emilia), Optima Cecchetto (Castelfranco Veneto). Le opere d’arte sono firmate da Palma il giovane, Albrecht Durer, Tiepolo, Picasso, Gio Ponti, Mirò, Canaletto, Guttuso, Fontana, de Pisis, Vedova, Pomodoro, pittori toscani del Trecento. E inoltre presenze tecniche: dalla restauratrice al lavoro ai prodotti per la salvaguardia dei mobili antichi.

Ingressi e biglietti

Antiquaria Padova si tiene al padiglione 1 della Fiera di Padova con accesso da via Tommaseo. Orari sabato e domenica 10-20, feriali 15-20. Ingresso 8 euro, ridotto 4 euro (over 65, gruppi di 10 persone, forze dell’ordine, studenti, diversamente abili, ragazzi dai 13 ai 17 anni), gratis sotto i 12 anni. I clienti di oltre 100 negozi padovani partner di Padova Antiquaria riceveranno biglietti omaggio

pizzi per comunicato stampa brumat

 

Ufficio stampa: Roberto Brumat 347 3020664  mail@robertobrumat.it




Finti libri del ‘700 che nascondono giochi da tavola e un gong in argento vittoriano per l’ora del tè….ad Antiquaria Padova

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La mostra – mercato prosegue fino al 31 marzo in Fiera a Padova

Padovani i finti libri del ‘700 che nascondono tre giochi da tavola

(Padova 27.3.2019) C’è il gong in argento vittoriano con cui in un hotel londinese venivano chiamati gli ospiti nell’ora del tè; ci sono le collane in corallo sardo di inizio Ottocento o la collana in zaffiri dei primi del Novecento; il cofanetto porta gioielli siculo- persiano in avorio madreperla e corno del XII secolo; un piccolo Cristo in avorio romanico dell’XI secolo spagnolo; uno scrittorio San Filippo di fine Cinquecento lombardo raro per la presenza di sculture su tre lati; la Marilyn di Mimmo Rotella riprodotta negli anni ’70- ‘80 e ‘90; i tappeti persiani dell’Ottocento, arazzi francesi e fiamminghi e moltissimi dipinti….

(Padova 28.3.2019) Una vasca da bagno ovale con le zampe di leone appartenuta a una nobile famiglia del Settecento veneziano, portata da Tornabuoni Arte Antica di Firenze; una grande aquila lignea che nel Seicento fungeva da leggio in una dimora delle Fiandre; due libroni che in realtà nascondono all’interno una scacchiera, un Backgammon e una tria e provengono dalla Venezia del Settecento (Galleria Arcadia, Padova); una tavola veneziana dipinta da Girolamo Dente (nato nel 1510 a Ceneda, l’odierna Vittorio Veneto), ragazzo di bottega di Tiziano Vecellio tanto amato dal maestro che lo volle come testimone alle sue nozze (Opo srl, Salò-Bs).

…Sono alcune delle curiosità che si possono ammirare fino a domenica 31 marzo alla Fiera di Padova alla 35^ edizione di Antiquaria Padova, la più importante rassegna di arte antica presente nel Nordest e una delle più affermate d’Italia.

Tra le proposte di 80 antiquari da tutta Italia, ci sono espressioni artistiche che spaziano dal Medioevo agli anni ’90: dal crocefisso spagnolo in avorio del Mille (30.000 euro) portato da Fabbri Arte di Mantova alla Marilyn di Mimmo Rotella, una delle sue più richieste icone del valore che arriva ai 30.000 euro (Galleria Accademia di Torino); e ancora un antico Cristo da viaggio con le cerniere alle clavicole per farlo diventare tascabile (Federico Andrisani, Padova), collane in corallo sardo dei primi Ottocento (Stella D’Orlando, Napoli), collezione di mostardiere in argento vittoriano (Manuela Sanzò, Sanremo e Milano) e molto altro…

gong argento vittoriano   coppa in conro

cristo pieghevole   libro pieghevole

 

Ufficio stampa: Roberto Brumat 347 3020664  mail@robertobrumat.it

 




Dalle opere dei Ciardi a Rosalba Carriera, da Tiepolo a Canaletto: I pittori veneziani a Padova Antiquaria

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Dalle opere dei Ciardi a Rosalba Carriera, da Tiepolo a Canaletto

I pittori veneziani ad Antiquaria Padova

(Padova 27.3.2019) Quando l’arte coinvolge il padre e i due figli, prolifici autori di circa 5.000 quadri, nasce il fenomeno Ciardi, la famiglia di pittori veneziani attivi tra l’Otto e il Novecento. A loro sono dedicate la grande mostra di Palazzo Sarcinelli a Conegliano e, a Padova, quella in Galleria Arte Cesaro. Presenti in gran numero alla 35^ mostra- mercato Antiquaria Padova, i quadri dei Ciardi sono l’esempio della sinergia tra galleristi e antiquari. Il percorso artistico del capostipite Guglielmo e dei figli Beppe ed Emma, famosi nel Novecento in tutta Europa, è stato illustrato ad Antiquaria Padova da Franca Lugato e Stefano Zampieri, curatori della mostra di Conegliano che prosegue fino a giugno.

Sono stati ricordati i piccoli paesaggi che Guglielmo teneva sempre con sé come una sorta di museo personale, il suo viaggio in Italia e quello in Europa per accompagnare a Londra Emma invitata a tenere la sua prima personale, il debutto di Beppe Ciardi alla Biennale di Venezia nel 1899.

Ad Antiquaria Padova, mostra- mercato che prosegue fino a domenica 31 marzo alla Fiera di Padova, sono presenti molti altri artisti veneziani (tra cui stampe di Tiepolo e Canaletto) portati da cinque antiquari di Venezia, ma non solo da loro. In mostra 80 antiquari di 13 regioni, presenti con mobili, sculture, tappeti persiani dell’Ottocento, porcellane, statue, argenterie vittoriane e Decò, tessuti e stampe, cornici, specchiere; e ancora cristalli, arazzi francesi e fiamminghi, gioielli, vasi di Emile Gallé e della cristalleria Daum di Nancy. Tra gli artisti lagunari c’è anche una donna: Rosalba Carriera, nata a Venezia nel 1675 e morta nel 1757, presente a Padova con l’Allegoria femminile della pace (Viezzi Arte- Udine) e con Gesù e Maria oltre che con una serie di pastelli veneziani della scuola di Rosalba Carriera (Arcadia, Padova). Rosalba Carriera fu la prima artista a usare l’avorio nelle miniature. I suoi lavori si trovano anche agli Uffizi e alla collezione reale di Windsor.

 

Antiquaria Padova si tiene al padiglione 1 della Fiera di Padova con accesso da via Tommaseo. Orari sabato e domenica 10-20, feriali 15-20. Ingresso 8 euro, ridotto 4 euro (over 65, gruppi di 10 persone, forze dell’ordine, studenti, diversamente abili, ragazzi dai 13 ai 17 anni), gratis sotto i 12 anni. Negli oltre 100 negozi padovani partner di Padova Antiquaria i clienti ricevono biglietti omaggio.

foto per comunicato stampa mercoledì 27 marzo

 

Ufficio stampa: Roberto Brumat 347 3020664  mail@robertobrumat.it




Ad Antiquaria Padova un’opera della misteriosa pittrice di Rovigo

 

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Ad Antiquaria Padova un’opera della misteriosa pittrice di Rovigo che, come Margaret Keane, firmava col nome del marito

 

(Padova 26.3.2019) Alla 35^ edizione di Antiquaria Padova riemerge un giallo artistico che anticipò di 300 anni quello di Margaret Keane, la pittrice americana celebre per le figure dagli occhi grandi.

Come l’artista di Nashville, anche Elisabetta Marchioni (o Marchiori) vissuta a Rovigo tra il Seicento e il Settecento, produceva moltissimi quadri firmandoli col cognome del marito, dettaglio che ha impedito di ricostruire la sua storia anagrafica. Di lei sono rimaste pochissime informazioni, ma molti quadri presenti nel mercato internazionale: uno dei quali è in bella vista fino a domenica 31 marzo alla Fiera di Padova nello stand dell’antiquario Antichità Allegrini di Treviso.

La composizione floreale barocca ci parla di questa pittrice che operava in piena Serenissima Repubblica e amava dipingere nature morte di fiori o frutta. Secondo alcuni l’artista rodigina era moglie dell’orafo Sante Marchioni che aveva bottega nel centro cittadino; per altri invece era una monaca. Il cognome Marchioni oggi è diffuso soprattutto in Toscana e Lazio, mentre Marchiori è molto frequente nel Veneto sud- occidentale. In ogni caso al suo tempo, come scrisse nella seconda metà del Settecento il commediografo bolognese Francesco Bartoli (trasferitosi a Rovigo con i figli per aprire una libreria dopo che la moglie l’aveva lasciato per seguire la compagnia di Carlo Goldoni come primadonna), non c’era famiglia benestante rodigina che non avesse in casa da quattro a otto dei suoi quadri.

Il suo marchio di fabbrica artistico erano quindi i vasi traboccanti di fiori in stile rococò, dai colori cupi e densi. Rovigo conserva un suo paliotto nella Pinacoteca dell’Accademia dei Concordi, dopo che per anni era stato nella chiesa dei Cappuccini di Rovigo, come dono dell’artista ai frati.

 

Antiquaria Padova organizzata da Nicola Rossi di Nef srl, prosegue nei giorni feriali dalle ore 15.00 alle 20.00, mentre sabato 30 e domenica 31 dalle 10.00 alle 20.00.

In mostra 80 antiquari di 13 regioni, presenti con mobili, sculture, tappeti persiani dell’Ottocento, porcellane, statue, argenterie vittoriane e Decò, tessuti e stampe, cornici, specchiere; e ancora cristalli, arazzi francesi e fiamminghi, gioielli, vasi di Emile Gallé e della cristalleria Daum di Nancy.

Manufatti medievali, molto Sette e Ottocento e tanti quadri, acqueforti, litografie di artisti come Albrecht Durer, Tiepolo, Picasso, Gio Ponti, Mirò, Canaletto, Guttuso, Fontana, de Pisis, Vedova, Giò Pomodoro, con incursioni fino agli anni Settanta. I valori in gioco vanno da poche centinaia di euro a mezzo milione.

foto per opera misteriosa pittrice rovigo ridotta

 

Ufficio stampa: Roberto Brumat 347 3020664  mail@robertobrumat.it




Una coppa in corno dei Templari racconta l’eresia dei Luciferiani

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Antiquaria Padova prosegue in settimana alla Fiera di Padova.

L’arte parte dal Medioevo: Una coppa in corno dei Templari racconta l’eresia dei Luciferiani 

 

(Padova 25.3.2019) C’è anche la storia religiosa e militare dell’Italia medievale nella 35^ edizione di Antiquaria Padova che prosegue in Fiera a Padova nei giorni feriali dalle ore 15 alle 20 fino al 31 marzo.

La racconta, tra le tantissime testimonianze portate da 80 antiquari di 13 regioni italiane più San Marino, una coppa templare realizzata nel centro – sud Italia tra il XII e il XIII secolo, usando il corno di un bue con la punta curvata a fuoco fino ad ottenerne un manico.

Presentata da Fabbri Arte di Mantova, la coppa porta inciso su tre livelli un ciclo di culti tipici degli eretici Catari Luciferiani. Ancora testimonianze medievali nel cofanetto siculo- persiano in avorio- madreperla e corno, impiegato tra il 1100 e il 1200 secolo come porta gioielli; nella piastra bizantina in oro smaltato che rappresentava San Giorgio come castone nella copertina di un evangeliario o in un polittico; nelle placche d’oro a sbalzo traforato riproducenti figure di animali e piante realizzate nelle regioni del Medio Adriatico; nella statua spagnola di Cristo in avorio romanico del Mille (proposta a 30.000 euro); nella placca in rame dorato e smalti Champlevé raffigurante la lavanda dei piedi (forse fianco di cofanetto reliquiario di Limoges del XII o XIII secolo); o nel raro cofanetto a rosette in osso scolpito e inciso a motivo di baccanale, di manifattura italiana trecentesca.

Molta attenzione è poi rivolta al Settecento e Ottocento, con un particolare focus sull’area della Serenissima Repubblica, grazie alla presenza di 36 antiquari veneti e uno udinese.

Gli espositori provengono da tutta Italia (tre presenze dalla Sicilia) e tra loro ci sono nomi molto apprezzati a livello nazionale, come: Tornabuoni Arte antica (Firenze), Studiolo Fine Art (Milano), Galleria Gomiero (Milano), Antichità Allegrini (Treviso), Galleria d’arte Bentivegna (Montecatini Terme), Barbara Cesaro (Padova), Mirco Spallegiani (Reggio Emilia), Optima Cecchetto (Castelfranco Veneto).

La mostra spazia dai mobili, alle sculture, dai tappeti persiani dell’Ottocento alle porcellane, statue dalle argenterie vittoriane a quelle Decò, dai tessuti a stampe, cornici, specchiere; e ancora cristalli, arazzi francesi e fiamminghi, gioielli, vasi di Emile Gallé e della cristalleria Daum di Nancy. Molto folta la rassegna di quadri, acqueforti, litografie di artisti come Albrecht Durer, Tiepolo, Picasso, Gio Ponti, Mirò, Canaletto, Guttuso, Fontana, de Pisis, Vedova, Giò Pomodoro, con incursioni negli anni a noi più prossimi.

foto per coppa in corno dei Templari ridotta

Oggi conferenza sui Ciardi, famiglia di artisti veneziani tra ‘8 e ‘900

I Ciardi, una famiglia di artisti tra Ottocento e Novecento. E’ il titolo della conferenza che lunedì 25 marzo alle ore 18 si terrà al padiglione 1 della Fiera di Padova nell’ambito della 35^ edizione di Antiquaria Padova. Del pittore veneziano Guglielmo (classe 1842) e dei figli Giuseppe (nato nel 1875) ed Emma (nata nel 1879) come lui artisti di fama tra l’Otto e il Novecento, parleranno l’antiquaria padovana Barbara Cesaro, in conversazione con Franca Lugato e Stefano Zampieri curatori della mostra I Ciardi – paesaggi e giardini in corso fino al 23 giugno a Palazzo Sarcinelli di Conegliano (TV).

conferenza sui Ciardi Barbara Cesaro ridotta

 

Ufficio stampa: Roberto Brumat 347 3020664  mail@robertobrumat.it




Dalla Norimberga del Quattrocento a Padova: i piatti elemosinieri

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Antiquaria Padova prosegue nei pomeriggi feriali alla Fiera di Padova

Dalla Norimberga del ‘400 a Padova: i piatti elemosinieri

(Padova 24.3.2019) Nelle chiese della Germania di inizio Quattrocento (almeno 60 anni prima della nascita di Martin Lutero) durante le messe si usava raccogliere le questue in piatti, bacili e catini d’ottone, detti per questo elemosinieri. Non ci volle molto e le manifatture di Norimberga iniziarono a costruirne di sempre più pregiati, soprattutto dopo che da metà del XV secolo in tutta Europa si diffuse tra i privati la moda di appenderne in casa o di tenerli sopra le cassepanche: lo dimostra in almeno due quadri del 1475 e 1485 il Ghirlandaio raffigurandoli in ambienti domestici.

A questo oggetto, che venne prodotto nella città tedesca fino a tutto il Cinquecento, lo studioso di arti decorative e antiquario padovano Federico Andrisani dedica la parte centrale della sua esposizione di antichità presente dal 23 al 31 marzo in Fiera a Padova nella 35^ edizione di Antiquaria Padova, una delle principali fiere d’antiquariato italiane.

Andrisani, autore di “Brass Alms Dishes“, un volume di 307 pagine in italiano e inglese, frutto di vent’anni di studi e unico nel genere in Italia, spiega che la più grande collezione italiana di piatti elemosinieri di trova al Castello Sforzesco di Milano: in Fiera a Padova ne presenta undici esemplari di diverse dimensioni e sbalzi.

Antiquaria Padova prosegue in Fiera a Padova nei giorni feriali dalle ore 15 alle 20, mentre nel prossimo week-end aprirà alle ore 10, presentando, grazie alla partecipazione di 80 antiquari di 13 regioni italiane più San Marino (presenti tutti i 17 antiquari padovani più altri 19 del resto del Veneto), importanti tracce dell’arte e dell’artigianato non solo europeo, ma anche mediorientale, africano e asiatico, dal XI al XX secolo.

La manifestazione spazia dai mobili alle sculture, dai tappeti persiani dell’Ottocento alle porcellane, dalle statue alle argenterie vittoriane e quelle Decò, dai tessuti alle stampe, cornici, specchiere, e ancora cristalli, arazzi francesi e fiamminghi, gioielli, vasi di Emile Gallé e della cristalleria Daum di Nancy.

Molto folta la rassegna di quadri, acqueforti, litografie di artisti come Albrecht Durer, Tiepolo, Picasso, Gio Ponti, Mirò, Canaletto, Guttuso, Fontana, de Pisis, Vedova, Giò Pomodoro, con incursioni negli anni a noi più prossimi.

 

foto piatti elemosinieri ridotta

 




Aperta oggi Antiquaria Padova in Fiera a Padova!

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Tripudio Serenissimo alla 35^ Antiquaria Padova

Significativa anche la presenza di manufatti dal Medioevo agli anni Settanta

 

(Padova 23.3.2019) Un

tripudio di opere d’arte, mobili, pizzi buranesi e lampadari della Venezia del Sette- Ottocento, ma anche preziosissimi manufatti medievali, ispano -moreschi e dei Templari, ritratti olandesi, servizi d’argento martellato con finiture in avorio di epoca fascista, vedute venete, piatti della “Vecchia Ginori” e collane in corallo sardo di inizio ‘800 o in zaffiri dei primi Novecento. Da oggi a domenica 31 marzo 80 antiquari italiani fanno a gara per sorprendere il pubblico di appassionati che fin dalle prime ore ha gremito il padiglione 1 della Fiera di Padova per la 35^ edizione di Antiquaria Padova, la principale rassegna del settore nel Nordest e una delle più importanti d’Italia.

Inaugurata dall’assessore regionale veneto allo Sviluppo economico Roberto Marcato, dal vicesindaco di Padova Arturo Lorenzoni, dal presidente Geo Andrea Olivi e dal consigliere Giovanni Totti della Camera di Commercio di Padova, la mostra – mercato, con il Direttore Artistico Nicola Rossi che dal 1985 porta avanti questa sfida attraversando qualsiasi crisi, vede per la prima volta la presenza di tutti i 17 antiquari padovani “A dimostrazione che il settore è intenzionato più che mai a proporsi sia come promotore del valore culturale dell’antiquariato sia come valida espressione dei cosiddetti beni rifugio al pari dell’oro, dell’arte e del mattone”.

Gli antiquari provengono da 12 regioni più la Repubblica di San Marino e tra loro ci sono nomi molto conosciuti a livello nazionale, come: Tornabuoni Arte antica (Firenze), Studiolo Fine Art (Milano), Galleria Gomiero (Milano), Antichità Allegrini (Treviso), Galleria d’arte Bentivegna (Montecatini Terme), Barbara Cesaro (Padova), Mirco Spallegiani (Reggio Emilia), Optima Cecchetto (Castelfranco Veneto).

Mobili, porcellane, dipinti, statue in legno e marmo, argenterie vittoriane, oggettistica, tessuti, stampe, cornici, cristalli, arazzi, tappeti persiani di alta manifattura, gioielli, rare collezioni di vasi della cristalleria Daum di Nancy realizzati tra il 1908 e il 1910 e di vasi di Emile Gallé. E ancora molti quadri, acqueforti, litografie di artisti come Albrecht Durer, TiepoloPicassoGio PontiMiròCanalettoGuttuso, Fontana, de Pisis, Vedova, Giò Pomodoro, ma anche incursioni nel passato prossimo e nel presente dell’arte italiana.

Tra i quadri sono molti i soggetti veneti: dall’onnipresente Venezia ai meno noti scorci di Chioggia, dalle vedute padovane di Prato della Valle e del Catajo ai giardini di una nobile dimora di Massanzago, a una settecentesca prospettiva sulla padovana Porta Portello, tratteggiata da un architetto- cartografo fiorentino al seguito di Napoleone nella Campagna d’Italia.

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Roberto Brumat – 347 3020664

giornalista – copywriter – comunicazione – uffici stampa – documentari

www.robertobrumat.it




Il valore di Antiquaria Padova

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Dal 23 al 31 marzo alla Fiera di Padova

Non sarà la capitale mondiale dell’antiquariato (la Londra delle case d’asta Sotheby’s e Christie’s attive da 250 anni, o la Parigi dell’Hôtel Drouot luogo di culto dell’arte), ma Antiquaria Padova è la principale mostra – mercato del settore nel Nordest e una delle più importanti d’Italia. Dal 1985 riunisce i più prestigiosi nomi di antiquari, alcuni dei quali dal respiro internazionale. Presentando oggi la 35^ edizione di Antiquaria Padova, organizzata da Nord Est Fair, in programma alla Fiera di Padova da sabato 23 a domenica 31 marzoAndrea Colasio assessore alla Cultura del Comune e Andrea Olivi presidente di Geo hanno insistito sul valore culturale di questa manifestazione che vedrà presenti quasi tutti i principali antiquari italiani.

Sono 80 gli espositori provenienti da tutta Italia, tra cui spiccano alcuni marchi storici: Tornabuoni Arte antica (Firenze), Studiolo Fine Art (Milano), Galleria Gomiero (Milano), Antichità Allegrini (Treviso), Galleria d’arte Bentivegna (Montecatini Terme), Barbara Cesaro (Padova), Mirco Spallegiani (Reggio Emilia), Optima Cecchetto (Castelfranco Veneto). Sono presenti (in ordine numerico) le regioni Veneto, Lombardia, Toscana, Emilia Romagna, Piemonte – Sicilia e Campania, Lazio- Friuli Venezia Giulia- Liguria- Abruzzo- Puglia e la Repubblica di San Marino. Le loro proposte vanno dal Trecento ai giorni nostri, con forte presenza di pezzi del Settecento e dell’Ottocento e con un parterre di artisti che va da Tiepolo a Picasso, da Paul Storr a Gio Ponti, da Canaletto a Mirò, dai pittori toscani del TrecentoGuttuso, Fontana, de Pisis, Vedova, Pomodoro.

Il ‘700 veneziano sempre in auge

E’ una mostra-mercato di alto livello che punta sul segmento medio- alto e tra le più longeve d’Italia” spiega Nicola Rossi, ideatore di questa rassegna oltre che di ArtePadova, ArteGenova, ArteVicenza ,Artparma Fair, ArteBari, Expo Libri Padova, Contemporary Art Talent Show di Padova-Genova-Vicenza- Parma e amministratore unico di Nord Est Fair, società padovana che organizza in tutta Italia fiere d’arte e antiquariato.

Continua ad essere forte – prosegue Rossi – anche da parte di mercanti statunitensi la domanda di pezzi del Settecento veneziano; tendenza che viaggia parallela alla riscoperta del Déco e del design anni Sessanta e Settanta. Per la ricchezza del patrimonio privato che si rifà alla Serenissima, Padova e il Veneto rappresentano un territorio che sotto questo profilo guarda ancora molto indietro, ai secoli d’oro: tanto per gli arredamenti quanto per i dipinti“.

Più in generale la tendenza degli amanti dell’antiquariato, è di ricercare quadri e mobili dell’arco temporale che va dal Seicento al Novecento e, per i giovani, di avere in casa almeno un pezzo antico importante e distintivo. “E’ il momento di comprare – conclude Rossi – ora che i valori sono anche dimezzati rispetto agli anni Ottanta“, tanto più, precisa la gallerista padovana Barbara Cesaro, che Padova Antiquaria, che nel Nord Est è sopravvissuta alle fiere di Vicenza, Verona e Udine, garantisce la qualità delle opere esposte.

Cosa si ammira ad Antiquaria Padova 

La 35^ edizione di Antiquaria Padova propone un percorso artistico che dal Rinascimento porta al Novecento: esposizione che attraverso mobili, porcellane, dipinti, statue in legno e marmo, oggettistica, tessuti, stampe, cornici, cristalli, pregiati argenti, arazzi, tappeti persiani di alta manifattura, stoviglie, gioielli, rievoca in particolare i secoli Settecento e Ottocento, con “puntate” nei periodi precedenti e nel modernariato. Manufatti frutto della sapiente inventiva di artisti e artigiani dei secoli scorsi, realizzati a mano con tecniche tramandate di generazione in generazione. Pezzi fatti per impreziosire dimore patrizie e concepiti per durare nel tempo, splendidamente restaurati e conservati, capaci di far rivivere atmosfere lontane.

Tra gli articoli più curiosi e pregiati spiccano: una placca in rame dorato e smalti Champlevé raffigurante la lavanda dei piedi (probabile fianco di cofanetto reliquiario di Limoges XII o XIII secolo); un raro cofanetto a rosette in osso scolpito e inciso a motivo di baccanale, di manifattura italiana trecentesca; Cristo vivo, bronzetto dorato attribuito allo scultore Pietro Tacca (Carrara 1577 – Firenze 1640);  un calamaio in bronzo con putto alato, fattura veneta di fine Cinquecento; un trumeau veneziano del XVII secolo con ante a specchio; una coppia di altorilievi dei santi Pietro e Paolo XVII- XVIII secolo in marmo giallo antico e nero del Belgio; uno scrittorio veneziano del Settecento in legno laccato e decorato a Chinoiserie in pastiglia dorata a rilievo su fondo blu con gambe a ricciolo, piano scorrevole e cassettini; un cofanetto nuziale Ginori in porcellana istoriata a bassorilievo del 1870 presente nel 1878 alla terza Esposizione Universale di Parigi; un orologio da tavolo in bronzo L’eroe a Paris; terrecotte francesi di fine ‘700; una consolle sagomata in legno laccato e dorata Settecento veneziano; un disegno su carta a inchiostro bruno di scuola veneta del ‘700. E ancora, dal Settecento: tavolini in noce e radica emiliani, una coppia di candelieri in argento veronese, coppia di mori veneziani specchiera e consolle in legno intagliato e dorato della Serenissima; un leone veneto porta stemma di fine Cinquecento; una coppia di saliere in argento (Londra 1828) del più noto orafo argentiere inglese dell’Ottocento, Paul Storr.

Dall’antico… fino al modernariato

Poi ci sono le espressioni del modernariato realizzate prevalentemente tra gli anni Trenta e Settanta del Novecento, che colpiscono per stile e funzionalità: realizzate non necessariamente a mano, possono avere parti in plastica o metallo cromato. Tra gli articoli più pregiati sono in mostra alcuni vasi della cristalleria Daum di Nancy realizzati tra il 1908 e il 1910; una rilevante collezione di vasi di Emile Gallé; un vaso in maiolica del 1929 firmato da Gio Ponti, all’epoca direttore artistico della manifattura fiorentina Richard Ginori; un grande vaso in maiolica a decoro liberty dei primi Novecento Il risveglio della primavera, della Ginori; una scultura su piatto di Abele Jacopi per la manifattura Lenci di Torino, anni Trenta; un tavolo in palissandro e acero con vetro nero realizzato nel 1939 da Michele Merighi; una credenza in pergamena degli anni Quaranta; parure déco, bracciali anni Quaranta.

In uno stand è anche all’opera la restauratrice veronese di quadri antichi Daniela Campagnola.

Ricca la presenza di opere d’arte con stampe, incisioni e litografie di autori come Tiepolo, Canaletto, Picasso, Mirò. Esposte a Padova un’acquaforte che Giovan Battista Tiepolo realizzò come bozzetto del suo Il trionfo di Venere oggi a Madrid al Museo del Prado e una stampa di una testina di vecchio di Giandomenico Tiepolo; l’incisione con veduta di Dresda di Canaletto (Venezia 1721 – Varsavia 1780); una grande litografia di Joan Mirò datata 1973 con l’auto- dedica Ode a Joan Miro e un’acquaforte “fumettistica” di PicassoLa piccola passione, xilografia cinquecentesca di Albrecht Durer; due rare stampe seicentesche dell’Università di Padova (interno ed esterno del Bò); una Natura morta di Renato Guttuso datata 1956; una trecentesca Madonna dell’Umiltà del bolognese di origine francese Zanino di Pietro vissuto a cavallo tra Tre e Quattrocento; la tela seicentesca Tributo della moneta del fiorentino Sebastiano Mazzoni; il Ritratto di gentiluomo realizzato nel ‘600 dall’olandese Ferdinand van Kessel; una Madonna con bambino del maestro di Sant’Ivo (Trecento fiorentino); una tempera su carta raffigurante una rara veduta della padovana Porta Portello dipinta su carta dall’architetto e topografo Giovanni Battista Salucci (Firenze 1769 – Firenze 1845) al seguito di Napoleone nella Campagna d’Italia.

Molti artisti veneti, tra cui una veneziana e una rodigina del ‘600

Ben rappresentati ad Antiquaria Padova i pittori veneti: Benedetto Caliari fratello del più celebre Veronese (Verona 1538 – Venezia 1598) con Betsabea al bagno (fine ‘500); Antonio Carracci (Venezia 1592 – Roma 1618) con l’olio su tela La caduta di IcaroGiulio Carpioni (Venezia 1613 – Vicenza 1678) con Diluvio di DeucalioneAntonio Molinari (Venezia 1655 – Venezia 1704) con Il convitto di Baldassarre; Gregorio Lazzarini (Venezia 1655 – Verona 1730) con Cristo e l’adulatrice e Rebecca al pozzoSebastiano Ricci (Belluno 1659 – Venezia 1734) con Santa CeciliaLuca Carlevarijs (Udine 1663 – Venezia 1730) con La piazzetta di Venezia verso Punta della DoganaAntonio Balestra (Verona 1666 – 1740) con Gloria di San GiuseppeRosalba Carriera (Venezia 1675 – Venezia 1757) con Allegoria femminile della paceMarco Ricci (Belluno 1676 – Venezia 1730) con Paesaggio invernale con boscaioliElisabetta Marchioni (Rovigo  XVII secolo – Rovigo XVIII secolo) con una composizione floreale; Pietro Rotari (Verona 1707 – San Pietroburgo 1762) con Ragazza con rosa tra i capelli, olio in cornice ovale veneziana; Sebastiano Lazzari (Verona 1730 – Venezia 1791) specializzato in trompe-l’oeil (detti finti assi) presenti in Fiera; Gabriele Bella (Venezia 1730 – 1799) con piazza San Marco; Francesco Tironi (Venezia 1744 – Roma 1797) con la Veduta con Santa Maria della SaluteGiovanni Grubacs (Venezia 1830 – Pola 1919) con Il Canal Grande con il ponte di Rialto a Venezia e con L’isola di San Giorgio Maggiore verso la basilica della Salute a Venezia;  Antonio Paoletti (Venezia 1834 – Venezia 1912) con Ritratto di donna in gondola con ombrellino da sole rosso con alle spalle l’isola di San Giorgio -1877; Noè Bordignon (Castelfranco Veneto 1841 – San Zenone degli Ezzelini 1920) con Giovane popolana nel paesaggio innevato di San Zenone (fine ‘800); Egisto Lancerotto (Noale 1847 – Venezia 1916) con le sue scene di vita quotidiana; Oreste Dal Molin (Piove di Sacco 1856 – Piove di Sacco 1921) con Cara, ti xe tanto bela, olio su tela; Alessandro Milesi (Venezia 1856 – Venezia 1945) con Ritratto di Giovannina Barbon Benicelli – 1929; Vittorio Tessari (Castelfranco 1860 – Mira 1947) con Ai piedi del Grappa (primi ‘900);  Cesare Vianello (Venezia 1862 – Venezia 1953) con Davanti alla Salute, olio su tela; Beppe Ciardi (Venezia 1875 – Quinto di Treviso 1932) con Laguna a mezzo aprile, olio su tela del 1928, presentato lo stesso anno alla 16^ Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia; Angelo Brombo (Chioggia 1893 – Venezia 1962) con una veduta di Chioggia; Giorgio Dario Paolucci (Venezia 1926) con Periferia di Venezia – 1952.

 

Arte antica e moderna a confronto

Quest’anno Antiquaria Padova  propone anche un confronto tra l’arte antica e quella contemporanea portata da importanti gallerie d’arte italiane, per creare un dialogo ed un confronto tra linguaggi artistici di epoche diverse.

Questo percorso artistico tra i secoli ospita opere di artisti come Lucio Fontana, con i suoi concetti spaziali della seconda metà del Novecento, il francese Arman tra i massimi esponenti del Nouveau Réalisme con Untitled, lo scultore Arnaldo Pomodoro (disco di bronzo dorato, 1983), Emilio Vedova con un interessante autoritratto eseguito a Burano nel 1946. E ancora Filippo de Pisis, Aligi Sassu, Giuseppe Santomaso, Virgilio Guidi, Lino Dinetto, Virette Barbieri, Giuseppe Mastellaro, Fred Pittino, Giuseppe Cesetti, Antonio Rotta, Luigi Gioli, Carlo Cherubini.

Arrivando ad artisti operanti ai giorni nostri, come Nicolò Tomaini, con opere che riassumono in modo davvero puntuale e diretto il dialogo tra antico e moderno, attraverso una riflessione sugli strumenti e tecnologie che ormai mediano e filtrano quasi completamente il nostro rapporto con l’arte, vista ormai principalmente tramite uno schermo; con la sovrabbondanza di immagini, significati e messaggi della nostra contemporaneità, che significato assumono oggi i grandi capolavori del passato?

Altra artista contemporanea da non perdere è Carla Bedini, artista figurativa che esemplifica un altro tipo di confronto tra classico e moderno, con le sue figure femminili rese con tratti onirici e particolareggiati, che alludono sempre ad una complessità emotiva e di riferimenti, su un supporto tuttavia inusuale come la garza medica su tavole lignee.

  

Quando il collezionismo diventa bene pubblico

Antiquaria Padova è una mostra di ultra trentennale presenza sul territorio, consolidata quindi nel tessuto culturale oltre che commerciale padovano. Il suo rilievo a livello nazionale e la risonanza che i nove giorni espositivi offrono alla città, impongono un’attenzione particolare da parte dell’amministrazione pubblica, sensibile alla valorizzazione dell’arte in tutte le sue forme.

Giova ricordare che il collezionismo, spesso alla base del fenomeno antiquario, è garanzia di conservazione dei beni artistici e storici: ne è un esempio il nostro Museo Civico che nasce proprio grazie ai lasciti di collezioni private. Ne conta infatti di preziose, come la Pinacoteca con i 543 dipinti che il conte Leonardo Capodilista lasciò al Comune, monete e sculture raccolte da Nicola Bottacin nell’omonimo museo, il Museo di arti applicate lascito di Leone Trieste, il Gabinetto fotografico con migliaia di immagini lasciate da fotografi padovani, e così via.

Il collezionismo quindi è un importante vettore di cultura e insieme un patrimonio per l’economia locale: garantisce prima o poi l’accesso al bello ad una pluralità di persone, non limitandosi ai diretti fruitori del momento. Non appena al Castello Carrarese avremo quella che sarà la più grande raccolta europea di design, grazie ad Antiquaria Padova si creerà qui il necessario dialogo tra antico e moderno”.

Andrea Colasio, assessore del Comune di Padova a Cultura, Musei, Edilizia monumentale e Turismo

Beni rifugio crescono…

Gli analisti economici rilevano che in questo periodo storico, per lo meno finché i critici rapporti economici tra Cina e Stati Uniti non troveranno una pacifica soluzione e finché i mercati azionari non mostreranno una maggiore stabilità (vuoi per la Brexit vuoi per il perdurare della contestazione in Francia), i beni rifugio continuano ad essere considerati un’allettante risposta per chi desidera investire.

Nella sua rilevazione 2019 l’ISTAT ha calcolato che nel 2018 i beni di rifugio degli italiani, ovvero gli oggetti di valore (tout court), ammontavano a 2 miliardi e 745 milioni di euro (in aumento del 13,4% rispetto al 2017). In quest’ottica si colloca naturalmente anche l’antiquariato, che assieme alle opere d’arte e all’oro potrebbe conoscere un nuovo boom dopo quello vissuto negli anni Ottanta e soprattutto Novanta. Che si acquisti per investire o perché si sia collezionisti amanti del bello e dell’antico o perché si ricerchi l’affare, i clienti degli antiquari vivono la loro passione inseguendo le tracce dell’arte del passato e sono spesso disposti a viaggiare per trovarle. Si tratta quasi sempre di cultori dell’arte espressa tanto da artisti in senso stretto (pittori e scultori) quanto da artigiani dei secoli passati, il cui lavoro era commissionato da patrizi e da teste coronate. Per questo i visitatori attesi alla Fiera di Padova dal 23 al 31 marzo non saranno esclusivamente veneti.

28 milioni per Canaletto, 12 per Picasso

Quando qualcuno è disposto a spendere 12 milioni di euro per una tela di Picasso o 28 milioni per una settecentesca veduta del Canal Grande dipinta da Canaletto (battuta nel 2005 a Sotheby’s), è evidente che non si tratta solo di hobby e che il fenomeno antiquariale non conosce recessioni. Oggi gli acquirenti dei pezzi più pregiati, accanto agli oramai consolidati arabi, russi e americani, sono i nuovi ricchi che arrivano dalla Cina, attratti dal fascino esotico dell’arte e della storia europea.

Ma cos’è antiquariato e cosa d’epoca?

Si dice pezzo di antiquariato un mobile o un oggetto che ha più di 150 anni, in caso contrario è d’epoca, mentre la produzione che definiamo semplicisticamente vecchia viene detta vintage o di modernariato.  Banalmente possiamo dire che ciò che è datato ai primi anni dello Stato Italiano (1861) è d’epoca, mentre il prima è decisamente antiquariato.

Sono considerati antichi anche i manufatti del primo Novecento, purché realizzati a mano seguendo tecniche artigianali tipiche del secolo precedente.

Il gusto di collezionare le espressioni del passato è molto antico, derivando probabilmente dall’esigenza, da un lato di conservare il ricordo degli antenati e dall’altro di vantare la sottomissione di altri popoli, copiandone a volte le qualità ritenute positive: come fu per la Roma classica che dapprima collezionò le opere dei maestri greci e poi iniziò a copiarle e successivamente a reinterpretarle. In epoca romana l’antiquario era il maestro che insegnava a leggere e scrivere la lingua classica. Nel Medioevo si compravano i manoscritti greci e latini, mentre il Rinascimento riscoprì il fascino dell’antico avviando un ricco collezionismo di opere rinvenute negli scavi archeologici. Nel Cinquecento il termine antiquario smise il suo significato medievale di amanuense ricopiatore di antichi manoscritti e venne inteso chi studiava le antichità e si occupava di trovare e collezionare reperti antichi e preziosi per il suo signore o per sé.

Poi col Settecento arrivò l’Illuminismo e gli aristocratici iniziarono a pagare qualsiasi cifra per accaparrarsi oggetti antichi… Nacque la professione di antiquario come la intendiamo oggi.

Modalità di ingresso

Padova Antiquaria si tiene al padiglione 1 della Fiera di Padova con accesso da via Tommaseo. Orari sabato e domenica 10-20, feriali 15-20. Ingresso 8 euro, ridotto 4 euro (over 65, gruppi di 10 persone, forze dell’ordine, studenti, diversamente abili, ragazzi dai 13 ai 17 anni), gratis sotto i 12 anni. Negli oltre 100 negozi padovani partner della mostra -mercato i clienti ricevono biglietti omaggio.

 

 

Ufficio stampa: Roberto Brumat 347 3020664  mail@robertobrumat.it



Torna Antiquaria Padova, e quest’anno festeggia i 35 anni!

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La XXXV Edizione di Antiquaria Padova aprirà le porte al pubblico da sabato 23 a domenica 31 marzo al Padiglione 1 di PadovaFiere!

Da più di trent’anni Antiquaria Padova è riferimento imprescindibile per il mondo dell’antiquariato, unico appuntamento di alto livello e di dimensioni significative nel territorio nordestino: Antiquaria si rivela una manifestazione legata alla tradizione ed al contempo in grado di rinnovarsi continuamente, presentando un’offerta espositiva sempre di alta qualità e di grande interesse.

Antiquaria Padova accoglie ogni anno sia collezionisti e professionisti del settore sia appassionati e curiosi, offrendo un percorso espositivo ricco e diversificato, grazie ai più di 70 espositori che presenteranno pezzi unici e di alto valore all’interno del Padiglione.

In occasione di questo importante traguardo Antiquaria propone un percorso artistico che si snoda dal Rinascimento fino al Novecento: dai classici arredi antichi ricercati in ambito di design e collezionismo, tra cui spiccano arazzi e tappeti orientali di alta manifattura, ad una raffinata selezione di dipinti – tra cui non mancheranno le classiche vedute veneziane -, dai pregiati argenti veneziani del Settecento ai gioielli artigianali che spaziano dalle parure d’epoca déco ai bracciali anni quaranta, dalle sculture lignee alle opere marmoree, oltre a una rilevante collezione di vasi Gallé.

Quest’anno inoltre verrà presentato al pubblico uno stimolante incontro e confronto con l’arte moderna e contemporanea, grazie ad alcune importanti gallerie d’arte italiane che contribuiranno a creare uno scambio continuo tra linguaggi artistici di epoche differenti, stimolando riflessioni interessanti su temi trasversali che riescono a creare un ponte tra dipinti seicenteschi ed opere di questo secolo.

 

Vi invitiamo ad Antiquaria Padova!

 

Fiere di Padova, Padiglione 1, Via Niccolò Tommaseo, 59

Dal 23 al 31 marzo 2019

Inaugurazione su invito: sabato 23 marzo alle ore 11.00

Orari:

Sabato e Domenica dalle 10.00 alle 20.00

Lunedì – Venerdì dalle 15.00 alle 20.00