Ad Antiquaria Padova (Fiera di Padova 5-13 novembre) gli stili e i secoli si mescolano, descrivendo sempre forme d’arte estremamente raffinate: nei quadri, nelle sculture, nei mobili e negli accessori d’arredo. Anche il pubblico si mescola: collezionisti, investitori, appassionati di ogni età. Spesso sono i giovani a cercare il pezzo importante da introdurre nella casa moderna. Gli antiquari presenti ha portato a questa prestigiosa mostra- mercato che si tiene da 38 anni, molti dipinti, ma anche mobili e complementi. Così si ammirano i maggiolini della scuola del milanese Giuseppe Maggiolini, il più celebre ebanista italiano del ‘700 tra i quali spicca un trittico da camera (cassettiera e comodini da 45.000 euro) che deve il colore dei suoi disegni alle diverse essenze (noce, acero, olivo, palissandro) e conserva ancora le serrature e le carte dei cassetti originali; ma anche una rara credenza in noce veneto Luigi XIV di fine ‘600 o un trumeau veneziano dei primi ‘700 con timpano alleggerito da tre specchi con figura neoclassica e cinque cassettini “segreti”. Mobili antichi, ma anche della prima metà del ‘900, apprezzati non solo dagli onnipresenti compratori cinesi, ma anche da italiani della fascia d’età 40 - 50 che cercano pezzi particolari pure tra i mobili lineari degli anni ’30 e ’40 da adattare all’arredamento moderno.

   

                                                                                                                                                      Al centro la Zuccheriera Meissen

Tra i complementi spiccano le maioliche di Bassano e porcellane molto importanti come quelle della manifattura Antonibon di Nove (Vi), della Geminiano Cozzi che l’omonimo banchiere modenese fondò a Venezia nel 1765 e della veneziana Vezzi che nel 1720 fu la prima fabbrica di porcellane in Italia sopravvivendo solo 8 anni, nonostante i suoi prestigiosi servizi venissero comprati dalle famiglie più in vista per il piacere di esporli nelle vetrine dei saloni. Tra le curiosità di questo settore spiccano una rara Arlecchina di Ginori Doccia, una zuccheriera di Meissen da 40.000 euro, una teiera primi ‘700 appartenuta alla famiglia Querini, un raro piatto ebraico alessandrino di inizio ‘800, una rara pagina miniata del ‘400, vasi da farmacia bassanesi del ‘600, oltre a vetri muranesi di Venini, Barovier, Poli e altri.

Organizzato dalla società padovana Nord Est Fair che si occupa anche di esposizioni artistiche di alto livello a Padova, Genova, Parma, Forlì, questo evento per nove giorni riunisce in un elegante padiglione proposte che spaziano dal Trecento al Novecento, portate da una sessantina di antiquari italiani giunti da 14 regioni (oltre Londra e San Marino) per raccontare la storia di arte e manifattura italiana ed europea.

Antiquaria Padova riserva tantissime curiosità e rarità ammirabili in orario continuato 10-19 nel primo week-end e dall’11 al 13 novembre, mentre negli altri giorni l’apertura è dalle 15 alle 19 con ingresso di 10 euro. Dall’11 al 13 novembre in concomitanza con ArtePadova, biglietto unico di 14 euro per le due esposizioni (12 euro in prevendita online fino al 10 novembre) e accesso libero sotto i 12 anni. Sponsor Banca Mediolanum. www.antiquariapadova.com.

 

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